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9/7/2007

Belletti erede di Cafu?

Ha portato il Barça sul tetto d'Europa

di Marco Gervino

Juliano Haus Belletti, per tutti semplicemente Belletti. L’interesse della Roma, che cerca alternative valide sulle corsie laterali difensive, pedine fondamentali nel gioco di Spalletti, ha riportato alla ribalta il nome del terzino destro che attualmente milita nel Barcellona.

Il difensore brasiliano in quest’ultima stagione è stato infatti spesso dimenticato da Rijkaard in panchina: Belletti ha collezionato solo 9 presenze da titolare nella Liga. E dire che il nome del giocatore nato a Cascavel nel Paranà nel giugno del ’76 e cresciuto nel Cruzeiro è rimasto inciso nella storia del club catalano. Nella penultima finale di Champions, il 17 maggio 2006 allo Stade de France a Parigi, il Barça sfida l’Arsenal e Rijkaard, per arginare Henry e soci, preferisce il connazionale olandese Oleguer al brasiliano; ma i Gunners – in 10 – vanno in vantaggio. Belletti subentra all’orange del secondo tempo e la partita cambia. Dopo il pari di Eto’o è proprio Belletti, con un’incursione in avanti, a segnare il decisivo gol del 2-1: la prima rete del terzino in maglia blaugrana regala così al Barcellona la seconda Coppa dei Campioni della sua storia, peraltro l’ultimo trofeo vinto da Ronaldinho e compagni.

A 31 anni compiuti Belletti non se la sente più di fare la riserva di lusso, anche perché può vantare una carriera e un palmares di tutto rispetto. Dopo l’esperienza in patria – Cruzeiro, San Paolo, Atletico Mineiro e ancora San Paolo – nel 2002 approda in Spagna, terra che ha consacrato il suo idolo calcistico Fernando Redondo. Un argentino idolo di un brasiliano? Per giunta dalla caratteristiche molto diverse? Sembra una bestemmia, ma Belletti è lontano dai luoghi comuni ed è un tipo concreto. Un terzino veloce che sa difendere e spingere, un difensore versatile che all’occorrenza può rivestire il ruolo di centrale. Belletti mostra le sue qualità nelle due stagioni al Villareal (2002-2004) che gli valgono l’ingaggio al Barça nel giugno 2004. Anche qui un altro biennio da titolare con due trionfi in Liga prima del gol di Parigi.

Belletti può anche vantare 24 presenze con la nazionale verdeoro con cui ha anche segnato 2 gol. Con la Seleçao, dove ha esordito 28 marzo 2001 (Ecuador-Brasile 1-0), il terzino si è laureato campione del mondo nel 2002, quando, incluso nella lista dei 23 convocati, è sceso in campo una volta contro la Turchia (1-0) in sostituzione di Cafu. Un difensore esperto, che fa della corsa e della preparazione fisica le sua caratteristiche principali, senza dimenticare il talento da brasiliano. Brasiliano, ma anche con passaporto italiano, grazie alle origini della sua famiglia. Il giocatore è quindi comunitario e si può liberare senza particolari esborsi dal Barcellona con cui ha un contratto in scadenza nel 2009. La Roma è in agguato.