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I PIU'CERCATI

2/2/2005

Il Pontefice tra Iran e Iraq

Otto anni di appelli fino alla pace

Il Papa ha sempre cercato, nell'arco del suo pontificato, di intercedere tra i popoli in guerra per cercare di riportare la pace. Nei conflitti, come è facile intuire, sono sempre i più deboli a pagare il prezzo più salato. A meno di due anni dal suo insediamento, Giovanni Paolo II ha dovuto subito fronteggiare quella che poi si è rivelata una delle più lunghe guerre del XX secolo: il conflitto tra Iran e Iraq. Nel 1980 le truppe di Saddam Hussein cercarono di occupare territori iraniani ricchi di petrolio approfittando della rivoluzione appena portata a termine da Khomeini.

E proprio con l'Ayatollah Khomeini numerosi sono stati contatti durante gli otto sanguinosi anni della guerra tra i due Paesi. E altrettanti sono stati gli appelli del Pontefice per cercare di riportare la pace: "La comunità internazionale non può restare insensibile - disse nel 1981 dinnanzi a tutti i diplomatici accreditati in Vaticano - bisogna far cessare il male".

Uno sforzo che alla fine ha permesso di raggiungere il traguardo della pace con il termine delle ostilità verso la fine del 1988. Ma col rammarico di tutte le vite perse. "Questa guerra - disse il Pontefice - ha portato con sè tante stragi. Si deve ringraziare Dio se questa pace si concretizzerà realmente". Era il 22 luglio del 1988.