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19/5/2004

Suona Mozart ma non sa pedalare

Bimbo prodigio "salvato" dalla musica

Compone musica, suona Mozart, si diletta al piano e ha la passione del violino eppure non sa andare in bicicletta, non riesce ad allacciarsi le scarpe e fatica ad avere amici con cui ridere e giocare. E' questa la storia di Matteo, bimbo milanese di 7 anni, vero e proprio prodigio alle prese con tutte le difficoltà che la sua intelligenza ben al di sopra della media porta con sè. "La musica - ha raccontato la madre - è la sua fonte di gioia".

Matteo ha cominciato a scrivere a due anni e mezzo, suona il piano da quando ne aveva 3 e compone musica e suona il violino dall'età di 5. Eppure, come detto, non sa andare in bicicletta e nello sport è piuttosto imbranato. Ha un'ntelligenza più sviluppata del normale - il suo quoziente intellettivo è pari a 166 quando 140 è la soglia per essere considerati superdotati - ma è un bambino che a sette annni deve convivere con tutti i vantaggi e i problemi che il suo essere una sorta di prodigio comporta. 

"Un bambino molto intelligente non è semplicemente uno che va benissimo in matematica" ha spiegato Federica Mormando, psichiatra e fondatrice di Eurotalent Italia. "E' spesso così diverso dagli altri che finisce per essere escluso, perché la società, dell'intelligenza, che significa soprattutto libertà, ha paura e quindi finisce per ostacolare queste persone".

Matteo ha iniziato la scuola elementare due anni fa ed è stato costretto a rivolgersi alla Montessori. Ma i primi problemi dell'essere prodigio li ha incontrati alla scuola materna: "Aveva voglia di conoscere, ma non riusciva ad integrarsi con gli altri bambini - ha spiegato la mamma Alessandra, ex maestra di scuola elementare - lui faceva giochi che i suoi coetanei non capivano e il disagio è finito per diventare una vera crisi, con grida notturne che ci hanno portato a rivolgerci a una psichiatra".

La sua salvezza è stata la musica: "Già a due anni ci chiese di suonare il piano" ha continuato Alessandra. "E' stato un sacrificio anche economico ma necessario, perché la musica è stata per Matteo l'aggancio per tornare alla serenità. Per un po' di tempo avevamo cercato di fingere che le sue esigenze fossero qualcosa di normale, ma era chiaro che era diverso e bisognava accettare la sua diversità". 

Matteo, magro magro, capelli biondi, apparecchio ai denti e ditina sottili, è ancora un bambino introverso: "Ha pochi amici e, quelli che ha, sono più grandi di lui - ha concluso la madre - ma sta molto meglio, grazie alla scuola, alla musica, ma anche alla sorellina. E' un po' più aperto, è sempre molto creativo e ha imparato anche a fare i tuffi". La sua passione rimane la musica: si è appassionato di Mozart, che fu bambino prodigio come lui, sta completando la sua terza composizione musicale e ha già in mente i prossimi strumenti da imparare a suonare, nell'ordine chitarra elettrica, violoncello, batteria. E poi vuole fare anche il ballerino classico. Ma se gli chiedono cosa vuole fare da grande, lui risponde: "Il dottore, proprio come papà".