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13/3/2005

Bomba in chiesa: ferita una bimba

Treviso: candela killer di Unabomber

Terrore al duomo di Motta di Livenza, in provincia di Treviso, dove un ordigno nascosto in una candela è esploso, provocando due feriti, una bimba gravemente colpita ad una mano ed una donna di 34 anni. Alla piccola sono già state ricostruite le tre dita lesionate. Gli inquirenti sono certi che l'autore dell'ordigno sia Unabomber, l'imprendibile bombarolo che colpisce da oltre dieci anni nel Nordest.

L'ordigno si trovava nascosto in una candela elettrica votiva che Greta, una bimba di 6 anni, ha tentato per due volte di accendere prima della deflagrazione.

Sul posto, dove si sono immediatamente portati la polizia e i carabinieri, si è recato anche il coordinatore della task force che indaga su Unabomber Alessandro Giuliano, con gli artificieri. Ma i dubbi sono praticamente nulli: la mano è quella del "bombarolo" folle.

L'ordigno
Il dispositivo usato dall'anonimo attentatore, questa volta, è stato inserito in una candela elettrica votiva all'interno del Duomo di Motta. Verso il termine della messa delle 11, una bambina di 6 anni, figlia di un libraio del paese, avrebbe cercato per due volte di accendere la candela. Dopo due tentativi andati a vuoto la bimba è stata aiutata da una donna di 34 anni. A quel punto l'ordigno è esploso, ferendo la bambina ad una mano e ad un occhio; la piccola è stata trasportata dall'ospedale di Treviso con un elicottero a quello di Pordenone, specializzato in chirurgia della mano. La piccola, ha riportato serie lesioni al palmo e a tre dita della mano sinistra è stata operata per il delicato intervento di ricostruzione. L'intervento è durato poco più di un'ora e mezza, ed è stato eseguito dal prof. Alberto De Mas, con l'assistenza del prof. Ruggero Mele, primario della Prima Divisione di Ortopedia e Traumatologia del nosocomio "Santa Maria Degli Angeli". L'operazione è riuscita perfettamente secondo quanto riferito dai sanitari. Alla bimba sono state ricostruite tre dita della mano sinistra - il pollice, l' indice e il medio - che erano rimaste a vario grado ferite nello scoppio del lumino. Ferita più leggermente allo zigomo la signora, già dimessa dall'ospedale della città, mentre un uomo di 65 anni si è sentito male alla vista del sangue che usciva dalla mano della piccola.

Indignata la prima reazione del sindaco di Motta, Graziano Panighel: "Bisogna prenderlo, è impossibile che nessuno sappia nulla, è ora - ha concluso - di mettersi una mano sulla coscienza".

Motta di Livenza era già stata scelta da Unabomber come obiettivo. Era avvenuto il 2 novembre del 2001, quando una bomba nascosta in un cero esplose nel cimitero del paese. Una donna che si trovava vicino al cero, Anita Buosi, di 63 anni, rimase gravemente ferita, perdendo alcune dita della mano.