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I PIU'CERCATI

18/4/2005

115 cardinali pronti per Conclave

Si riuniranno lunedì 18 aprile

Saranno 115 i cardinali parteciperanno al primo conclave del terzo millennio. Inizialmente avrebbero dovuto essere 117, ma due di loro hanno dovuto dare forfait per malattia. Secondo la procedura due settimane dopo la morte del Pontefice, il 18 aprile, i porporati si riuniranno per decidere il successore.

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La pattuglia degli italiani sarà composta da venti porporati ed anche dopo l'uscita di Cè resterà comunque la più numerosa: nel collegio cardinalizio, infatti, sono presenti i cinque continenti con 66 paesi, 52 dei quali hanno porporati elettori e tra questi ultimi oltre all'Italia solo gli Stati Uniti, con undici, superano la soglia dei dieci rappresentanti in conclave. Non è certamente un caso se il gruppo dei cardinali italiani è di gran lunga il più numeroso e questa massiccia presenza non sarà ininfluente in un eventuale conclave.

E' stato lo stesso Giovanni Paolo II che ha voluto rispettare la tradizionale prevalenza degli italiani nel collegio cardinalizio: ben 113 li ha nominati lui, essendo rimasti di nomina montiniana solo il tedesco Ratzinger e lo statunitense Baum. Nella cappella Sistina si potrebbe quindi cominciare con il votare un cardinale italiano.

I papabili italiani
Tra i venti porporati italiani il nome che viene ripetuto più spesso in queste settimane è quello dell'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi. Brianzolo, 71enne, è stato segretario generale della Cei e arcivescovo di Genova. Tre anni fa il suo trasferimento a Milano per decisione di papa Wojtyla sembrò quasi un'investitura. Un altro papabile è il patriarca di Venezia Angelo Scola, sessantatreenne. Anche per Scola, che proviene da Comunione e liberazione, è arrivato un segnale di predilezione del Papa nel momento in cui lo ha nominato nei giorni scorsi relatore generale del prossimo sinodo dei vescovi. Tanto l'arcivescovo di Milano che il patriarca di Venezia sono teologi di grande fama e vengono dal mondo accademico. Segni di predilezione del Papa li ha ricevuti anche il presidente della Cei, Camillo Ruini, che in quanto vicario per la città di Roma è con il segretario di stato Angelo Sodano il principale collaboratore di Giovanni Paolo II.

Telesphore Toppo (Afp)

Tra gli italiani, il 74enne Ruini (teologo di fama ma pure esperto politico) è anche il più conosciuto all'estero, essendo stato relatore generale del sinodo speciale del 1990 sull'Europa e perché la Cei ha aiutato con grande generosità le chiese del Terzo Mondo. Conosciutissimo e stimato nel mondo è anche il cardinale Carlo Maria Martini, ma come per l'ex arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi gioca contro di lui l'età. Ugualmente poco credibili, per il fatto che non hanno esperienza pastorale, i cardinali italiani che ricoprono incarichi di curia: Sodano, Re, Nicora, Sepe, Marchisano, Sebastiani e Martino, così come gli ex capi dicastero Pompedda e Cacciavillan. Tra questi, però, Sodano potrebbe esercitare il ruolo di grande elettore specialmente se dopo le prime votazioni non uscisse eletto un italiano. Come nunzio in Cile, ministro degli esteri e segretario di stato, il cardinale astigiano ha sempre curato particolarmente i rapporti con i governi e le chiese dell'America Latina che con i suoi ventuno cardinali potrebbe dare alla chiesa la nuova guida.

José Maria Bergoglio (Afp)

I nomi più credibili per la successione
I nomi più credibili sono cinque: Lopez Rodriguez di Santo Domingo, il salesiano Oscar Maria Rodriguez Maradiaga dell'Honduras, Rivera Carrera di Città del Messico, José Maria Bergoglio di Buenos Aires e Claudio Humes di San Paolo del Brasile. Sono considerati papabili anche due indiani: Ivan Dias e Telesphore Toppo. In Europa spicca invece, tra i non italiani, il nome dell'arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn. Infine, c'è chi avanza in questi giorni il nome del tedesco Joseph Ratzinger, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ma i 77 anni di età la netta caratterizzazione come "conservatore" e le malferme condizioni di salute rendono particolarmente improbabile la sua elezione.