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I PIU'CERCATI

2/4/2005

Il Vaticano dopo la morte del Papa

Chi comanda e chi elegge il successore

La legislazione voluta da Giovanni Paolo II stabilisce che alla morte del Papa, tutti i capi dei dicasteri della Curia decadono dalle loro cariche, ad eccezione di 4 cardinali. Durante "la sede vacante" non sarà modificato nulla del governo della Chiesa e si svolgeranno solo questioni di ordinaria amministrazione. La massima carica del Vaticano sarà del cardinale Camerlengo. A scegliere il successore del Papa sarà poi il Conclave.

Secondo la "Universi dominici gregis", dopo la morte del Papa resteranno in carica il cardinale Camerlengo di Santa romana Chiesa, lo spagnolo Eduardo Martinez Somalo, il penitenziere maggiore, card. James F. Stafford, e il vicario per la città di Roma, card. Camillo Ruini, oltre al sostituto della segreteria di Stato, mons. Leonardo Sandri, e il "ministro degli esteri", mons. Giovanni Lajolo. In tale periodo è deciso che si osservino le leggi speciali emanate per tali circostanze, e che coloro che sono rimasti in carica si occupino solo di ordinaria amministrazione (a parte la straordinarietà dell'elezione del papa).

A scegliere il nuovo Papa sarà il Conclave. Il prescelto, immediatamente dopo l'accettazione, avrà la pienezza di tutti i poteri del Vescovo di Roma, che in quanto tale é il papa. (a parte la straordinarietà dell'elezione del papa). Secondo quanto prescritto,la morte del Papa sarà accertata ufficialmente dal settantottenne cardinale Camerlengo Martinez Somalo, che durante la Sede vacante è in qualche modo la massima carica del Vaticano. Oggi è un atto formale, dopo la dichiarazione del medico; una volta lo si faceva battendogli per tre volte sulla fronte un martelletto d'argento e chiamandolo per nome. Egli porrà poi i sigilli allo studio ed alla camera da letto di Giovanni Paolo II e darà comunicazione del decesso al cardinale vicario di Roma, al quale ufficialmente spetterà "renderla nota al popolo". Subito dopo lo stesso Camerlengo prenderà possesso dei palazzi apostolici del Vaticano, del Laterano e della residenza di Castel Gandolfo e provvederà a far "annullare" l'anello del Pescatore (quello che porta il papa) ed il sigillo che si appongono sui documenti papali. Compirà ogni atto con l'aiuto dei tre cardinali assistenti, estratti a sorte uno per ciascun Ordine (vescovi, preti e diaconi), tra i cardinali elettori gia' venuti a Roma, premesso, "una volta per le questioni meno importanti, e tutte le volte per quelle più gravi, il voto del collegio dei cardinali". Le decisioni le prenderà, a maggioranza, il collegio cardinalizio, riunito in due congregazioni, una Generale e l'altra Particolare.

La Congregazione generale comprende l'intero Collegio cardinalizio. Alle Congregazioni generali devono partecipare tutti i cardinali "non legittimamente impediti, non appena sono informati della vacanza della Sede Apostolica". La Congregazione particolare è costituita dal Cardinale Camerlengo e dai tre cardinali assistenti. Nelle Congregazioni particolari si tratteranno solamente "le questioni di minore importanza".

Primo impegno della Congregazione generale, sarà di predisporre "tutto il necessario per le esequie del defunto Pontefice, che dovranno essere celebrate per nove giorni consecutivi": sono i novendiali. L'inizio di esse deve essere fissato in modo che "la tumulazione abbia luogo, salvo ragioni speciali, fra il quarto e il sesto giorno dopo la morte". Essi stabiliranno dunque anche ciò che riguarda la sepoltura del Papa, "a meno che questi, da vivo, non abbia manifestato la sua volontà a tale riguardo". Disposizioni di tal genere sono normalmente contenute nel testamento del papa. Fino ai funerali, infine, coloro che abitano l'appartamento pontificio (i segretari e le suore che accudiscono la casa del papa) potranno continuare a restarci. Ma non nelle sue stanze private che saranno riaperte dal successivo Papa.