I PIU'CERCATI
Papa polacco, italiano d'adozione
Da Solidarnosc ai rapporti con Mosca
Polacco di nascita, italiano di adozione: Giovanni Paolo II non ha mai dimenticato le sue origini e ogni viaggio in Polonia (il primo nel 1979, l'ultimo nel 2002) è stato sentito con una particolare attenzione.Tante le battaglie per la sua gente, come quelle per il diritto alla libertà religiosa fatte tra Varsavia e Mosca. Al contempo assicurò appoggi, anche economici, al movimento di Solidarnosc.
E anche sul Soglio di Pietro non ha mai smesso di interessarsi in prima persona alle vicende interne. Basti pensare che il 12 novembre 1978, presentandosi ai romani nella basilica di San Giovanni in Laterano, ricordò loro di essere non solo "il nuovo vescovo di Roma" ma di essere anche "polacco d'origine".
Qualche tempo dopo, parlando ad alcuni vescovi polacchi, si spinse oltre confessando che nonostante la nuova missione si considerava sempre "un vescovo di Polonia. Io sono polacco - disse - amo la Polonia". Nell'ultima visita in patria, avvenuta nell'agosto del 2002, congedandosi all'aeroporto di Cracovia utilizzò un'espressione dove traspariva tutto l'amore per la sua terra: "Patria mia, terra diletta, sii benedetta".
La componente polacca e slava costituisce un elemento chiave per capire a fondo il pontificato wojtylano. In decine e decine di discorsi, Giovanni Paolo II ha fatto conoscere al mondo gli eroismi e la storia del suo popolo, ne ha rafforzato il culto ed esaltato la fierezza, ha rivendicato per il suo Paese un posto all'interno dell'Europa ha incoraggiato l'allargamento dell'Ue ad Est. Wojtyla al quale si attribuisce un ruolo di forte critica nei confronti dell'ideologia comunista e della logica dei due blocchi, iniziò da subito a rivendicare per i polacchi il diritto alla libertà religiosa. E nessuno a Varsavia, così come a Mosca aveva il potere di negargli questo diritto. Durante il suo primo viaggio in Polonia, nel 1979 trovò ad attenderlo c'era tutta la nazione davanti. Al contempo assicurò appoggi, anche economici, a Solidarnosc.
Prudenza con Mosca
Ma se l'azione del Papa in Polonia fu improntata all'audacia, quella rivolta verso Mosca, al contrario, fu caratterizzata da grande prudenza. Con l'Urss si limitò a seguire il cammino già tracciato dal predecessore Paolo VI con la 'Ostpolitik' che presupponeva il convincimento che la divisione del mondo era realisticamente irreversibile, almeno in tempi brevi e ogni passo in avanti, seppur modesto, era preferibile agli irrigidimenti politici e militari dei blocchi. La Chiesa, in sostanza, lavorava su un'evoluzione a lungo termine dei sistemi socialisti. E nemmeno l'ascesa al potere di Michail Gorbaciov che impresse una svolta decisiva alla politica mondiale, non cambiò la strategia vaticana verso l'Est.
Forse non è un caso se fu proprio la Polonia ad avviare quella fase rivoluzionaria che, in pochi mesi, portò al capovolgimento di tutti i regimi dell'Europa Orientale. Gia
