I PIU'CERCATI
Visitò Montecitorio e Regina Coeli
Chiese più volte "un atto di clemenza"
Due incontri storici, due date indelebili nella storia del nostro Paese: il 14 novembre 2002 il Papa visita Montecitorio segnando un episodio di grandissimo valore per la storia della Repubblica mentre il 20 luglio 2000 Giovanni Paolo II incontra i detenuti a Regina Coeli. A Montecitorio chiese ai rappresenentanti del popolo italiano un gesto di clemenza verso i detenuti

Il Papa a Montecitorio
Quel breve percorso coperto da Giovanni Paolo II per raggiungere il Parlamento ha rappresentato un atto simbolico che andava a chiudere una ferita che durava da un secolo e mezzo. La visita, infatti, ha riconciliato la Chiesa con le istituzioni italiane, l'Italia laica a quella cattolica, sanando definitivamente lo strappo della presa di Roma da parte delle truppe piemontesi. In meno di un chilometro, tanto è durato il brevissimo viaggio dal palazzo apostolico, si è curata la ferita del Risorgimento. Era la prima volta che un pontefice varcava la soglia della Camera per parlare ai due rami del Parlamento riuniti in seduta comune e alla presenza del Capo dello Stato.
Il gesto di Wojtyla, intrapreso su invito del precedente presidente della Camera laico e di sinistra, ha comprovato il grande affetto per la sua "diletta Nazione" d'adozione. In quell'occasione ha rivolto un lungo discorso al Paese per richiamare il mondo politico a rispettare il bene comune, l'etica e la concordia nazionale. Ha parlato d'immigrazione, d'ambiente, d'Europa unita, di pace nel mondo, di famiglia, di scuola. Poi ha chiesto ai parlamentari un chiaro "segno di clemenza" nei confronti dei carcerati, lanciando un accorato appello per l'indulto. La richiesta l'aveva già avanzata durante il Giubileo del duemila, ma di fatto è rimasta lettera morta per le spaccature in campo politico.
Il Giubileo dei detenuti
A Regina Coeli il Papa rinnovò l'appello per un ''segno di clemenza'' verso i detenuti di tutto il mondo, chiedendo che il carcere servisse al rinnovamento dell'uomo e al suo reinserimento sociale, ma soprattutto parlò ''alla libera accettazione di ognuno'' la liberazione dal peccato che è devastante e stravolge la natura, come dimostrano i disastri ecologici e i danni psichici e biologici che esso provoca nell' uomo.
Giovanni Paolo II, terzo Papa ad entrare nel carcere romano di Regina Coeli, dopo Giovanni XXIII e Paolo VI, ha portato ai detenuti quello che si aspettavano: la richiesta di clemenza (un piccolo improvvisato cartello la chiedeva, in spagnolo) così come quella per la possibilità di reinserimento e per una pena che non sia ''semplice dinamica retributiva'', ha parlato a nome di ''Gesù carcerato'' e ''detenuto'',ma ha anche detto che ''Dio ha a cuore la liberazione integrale dell'uomo.
Una liberazione che non riguarda soltanto le condizioni fisiche ed interiori, ma era anzitutto liberazione del cuore''.
