I PIU'CERCATI
Il Papa che amava le donne
Nessuno diede loro tanto spazio
Giovanni Paolo II è stato sensibile e attento al ruolo della donna nella società. Nei suoi 26 anni di pontificato, Wojtyla stato il primo a baciare sulla fronte una donna, abbattendo barriere discriminatorie; Wojtyla ha stretto al petto ragazze africane e asiatiche, le ha prese per mano fino quasi ad accennare passi di danza. Nell'enciclica Mulieris dignitatem ne ha esaltato il genio, la sensibilità e delicatezza, comparabile a quella di Maria.

Nessun Papa prima di lui aveva dedicato così tanta attenzione alle donne. Durante una Giornata Mondiale della Gioventù, una donna nera ha pianto sulla spalla di Giovanni Paolo II, affidando al successore di Pietro le speranze e i sogni di un'intera generazione.
Nei suoi numerosi viaggi all'estero, Giovanni Paolo II ha permesso anche alle donne di poter leggere brani della Bibbia durante le messe. Nel 1995, per la prima volta, mise una donna, la statunitense Mary Ann Glendon, a capo di una delegazione ufficiale del Vaticano, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sulla donna che si tenne a Pechino.
Un'attenzione, dunque, rivelata fin dall'inizio della sua missione petrina: "Potessimo insieme scoprire il multiforme significato della missione della donna, andando mano nella mano con il mondo femminile di oggi!", disse il 5 novembre 1978, pregando a Roma sulla tomba di Santa Caterina; una frase che è considerata il primo accenno assoluto alle donne da parte del Pontefice.
Giovanni Paolo II ha dedicato alle donne una lettera apostolica intitolata "Mulieris dignitatem", del 15 agosto 1988. "La dignità della donna e la sua vocazione - si legge - oggetto costante della riflessione umana e cristiana, hanno assunto un tutto particolare negli anni più recenti". "I nostri giorni attendono la manifestazione di quel genio della donna che assicuri la sensibilità per l'uomo in ogni circostanza: per il fatto che è uomo". Una lettera apostolica "rivoluzionaria" per il periodo storico in cui si inserisce.
Il 10 luglio 1995, otto anni più tardi della lettera apostolica, il Papa pubblica una "Lettera alle donne", un'esaltazione del ruolo dell'altra metà del creato. "Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!", esclama Giovanni Paolo II nella lettera.
Wojtyla ritorna sull'argomento alcuni mesi dopo, nel marzo del 1996 quando nell'esortazione apostolica "Vita consacrata" descrive la donna come "un segno della tenerezza di Dio verso il genere umano". Con questo documento, il Pontefice invitò ad una maggiore presenza femminile nella vita della Chiesa. " urgente -scrisse - compiere alcuni passi concreti, a partire dall'apertura alle donne di spazi di partecipazione in vari settori e a tutti i livelli, anche nei processi di elaborazione delle decisioni, soprattutto in ciò che le riguarda".
Un piccolo segnale arriva con la nomina di Mary Ann Glendon a presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze Sociali. Avviene nel marzo del 2004. la prima donna a ricoprire un incarico del genere. La Chiesa apre finalmente le porte alle donne. Un Papa, dunque, che si è sempre battuto perché‚ anche le donne ricoprano un giusto ruolo nella Chiesa e nella società.
