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I PIU'CERCATI

2/4/2005

Papa: il pensiero in 14 encicliche

La teologia, i temi sociali, il lavoro

Durante il pontificato wojtyliano la produzione di documenti e di encicliche è stata particolarmente intensa. Sono quattordici in totale le encicliche di Giovanni Paolo II che raccolgono la summa del suo pensiero: dalle quelle di carattere più religioso come la "Dives misericordiae" del 1979, o "Ut unum sint" del 1995, a quelle di carattere sociale come le "Sollicitudo rei socialis" e "Centesimus annus" dove affronta anche i temi del lavoro.

L'uscita delle encicliche è proseguita al ritmo di quasi una all'anno, dalla "Dives misericordiae" del 1979, manifesto del pontificato e pubblicata due anni dopo la sua elezione, alla "Fides et Ratio" del 1998 che rappresenta il tentativo di cercare una soluzione alla spaccatura tra fede e teologia consumatasi con la diffusione delle filosofie illuministe, fino all'ultima, promulgata nell'aprile 2003, incentrata sul valore dell'eucarestia ("De Eucaristia") che il Papa volle per fermare tanti abusi esistenti soprattutto nelle Chiese del Nord Europa dove è frequente la comunione mista tra cattolici e protestanti.

Importante anche l'attenzione verso i temi sociali e il lavoro, sintetizzati nella "Sollicitudo rei socialis" e nella "Centesimus annus", un testo che ripropone in chiave 'moderna' il tema del lavoro al servizio dell'uomo, già parzialmente toccato nella "Rerum novarum" da Leone XIII. La produzione di documenti pubblicati ha incluso importanti insegnamenti in materia di difesa della vita, della famiglia, sul ruolo del sacerdote nella società moderna. Scrisse persino la prima Lettera indirizzata ai bambini, ribattezzata dai giornali la "baby enciclica" e un testo analogo sugli anziani, dove affronta il tema della vecchiaia. La prima enciclica, la "Redemtoris Homini" (1979) racchiude il programma del pontificato dove l'uomo è posto al centro della via della Chiesa.

Due anni dopo esce la "Dives in misericordiae", testo difficile, dedicato allo Spirito Santo in cui Wojtyla esorta gli uomini a esercitare la misericordia in un mondo minacciato dalla violenza. Nel 1981: la "Laborem Exercens" che ribadisce la centralità dell'uomo nel lavoro e nelle imprese e sollecita l'instaurazione di un nuovo ordine sociale fondato non sui principi capitalistici o marxisti, ma sui diritti dei lavoratori. A quest'enciclica segue la "Slavorum apostoli" (1985), testo chiave per capire il pensiero europeista di Wojtyla in cui si auspica l'unione dell'Europa dagli Urali all'Atlantico, sulla base di comuni radici storiche.

Nel 1986 viene promulgata la "Dominum et vivificantem", nel 1987 la "Redemptoris mater" e nel 1989 la "Sollicitudo rei socialis", incentrata sul dovere morale e sociale della solidarietà. Seguono la "Redemptoris missio" e la "Centesimus annus": in pratica la prima enciclica dell'era post comunista, dove, anche in questo caso, il tema chiave ruota su una economia a servizio dell'uomo e non della ricerca del mero profitto. Nel 1993 esce la "Veritatis splendor" indirizzata ai vescovi cattolici e riguarda alcune questioni fondamentali dell'insegnamento morale della Chiesa. A queste encicliche fanno seguito la "Evangelium vitae" (1995) sulla vita umana, la "Ut unum sint" (1995) per rafforzare i legami tra le chiese cristiane e prospettarne l'unità superando gli scismi del passato, la "Fides et ratio" (1998) e la "Ecclesia de Eucaristia" (2003).