I PIU'CERCATI
In aula legge su affidamento figli
In discussione anche la casa coniugale
Alla Camera la legge sull'affido condiviso dei figli: sparisce l'obbligatorietà. Nel testo anche l'assegnazione della casa coniugale: chi vive more uxorio non ne avrà diritto. Dopo gli emendamenti approvati in Commissione Giustizia, viene esaminato il nuovo testo di legge sull'affidamento dei figli in caso di divorzio. L'obiettivo è garantire una maggiore tutela dei bambini. Ma l'associazione dei padri insorge.

La nuova normativa affronta il delicato punto della tutela del bambino in caso di divorzio dei genitori. Fino ad oggi i figli dei separati nell'85% dei casi venivano assegnati alla madre, mentre nell'11% si è optato per l'affidamento congiunto. E' sempre stato scartato il sistema dell'affidamento alternato, perché ritenuto troppo negativo per i figli.
Sparisce l'affidamento congiunto
Per una migliore tutela del minore la Commissione Giustizia ha emendato dal testo il principio dell'affidamento congiunto a entrambi i genitori facendo sparire il concetto di obbligatorietà. Il timore dell'Associazione dei padri è che la nuova legge penda troppo in favore della madre e che in caso di separazione i giudici continuino ad affidare i figli solo alle donne. L'articolo 1 prevede che "il giudice possa stabilire che i genitori esercitino la potestà separatamente". In pratica è ripresa l'attuale legislazione che prevede che il bambino venga affidato solo ad uno dei due genitori. Rimangono così deluse le aspettative dell'Associazione dei padri.
Assegnazione della casa coniugale
E' destinato a scatenare grandi contrasti l'articolo di legge sull'assegnazione della casa coniugale. Il testo prevede che "il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l'assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio". Il giudizio etico che emerge sulla convivenza suscita forti opposizioni.
La patria potestà
Il principio più innovativo della nuova legge riguarda l'esercizio della potestà da parte di entrambi i genitori che viene affermato con decisione "nel superiore interesse del minore". Il testo prevede che "anche in caso di separazione il minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli altri parenti".
L'assegno
Rimane l'obbligatorietà di prevvedere al mantenimento dei figli da parte dei genitori in base al proprio reddito. E' prevista la corresponsione di un assegno periodico adeguato automaticamente agli indici Istat: "Da determinare considerando le attuali esigenze del figlio, ma anche il tenore di vita goduto nel periodo di convivenza dei genitori".
