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23/9/2005

Ru486,Bresso disubbidisce a Storace

"Avanti con la pillola, ricorso al Tar"

La sperimentazione sulla pillola abortiva RU486 in Piemonte continuerà. In barba allo stop del ministro della Salute, Francesco Storace. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Mercedes Bresso (centrosinistra), che si è detta pronta al ricorso al Tar per non essere stata avvertita ufficialmente del provvedimento di sospensione del ministro. Intanto, 15 donne al Sant'Anna di Torino sono in attesa della pillola.

Per Mercedes Bresso il blocco della sperimentazione ordinato da Storace è solo "una presa di posizione politica". La pillola abortiva non crea danni alla salute della donna in quanto, dichiara il governatore piemontese, in Francia è in uso da anni. Lo conferma da un congresso a Bologna Elisabeth Aubeny, la dottoressa che per prima sperimentò in Europa la RU486 e presidente dell'Associazione francese per la contraccezione: "Assurdo che l'Italia blocchi la sperimentazione della RU486 che in Francia viene usata dal '92 e ha consentito l'aborto medico a oltre un milione di donne francesi". Che, da dicembre, potranno persino farsela prescrivere anche dal proprio ginecologo.

Storace parlando di "gioco propagandistico di certa sinistra" chiede collaborazione a Mercedes Bresso, che gli rinfaccia di non aver avvertito né lei né l'assessore dell'ordinanza di sospensione prima di fare dichiarazioni alla stampa.

Anche i sindacati confederali Cgil-Cisl e Uil hanno preso posizione contro il ministro: "I successi ottenuti dalla ricerca e dalla medicina per intervenire in maniera sempre meno invasiva e traumatica sui pazienti devono essere estesi a ogni area della medicina. Se qualcuno invece vuole metttere in discussione la legge 194, non deve strumentalizzare questa nuova opportunità, ma deve rivolgersi al Parlamento e ai cittadini che si sono già espressi con il referendum".