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Papa:"Chiesa vicina a bimbi malati"
Benedetto XVI visita "Bambin Gesù"
"Sono venuto per testimoniare l’amore di Gesù per i bambini, un amore che si effonde spontaneo dal cuore e che lo spirito cristiano accresce e rafforza". Lo ha detto Benedetto XVI durante la sua visita all'ospedale Bambin Gesù di Roma. Il Papa, come già avevano fatto i suoi predecessori Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, si è intrattenuto con i medici e con i bambini, ai quali ha impartito la sua benedizione.

Ad accoglierlo, davanti al nosocomio, una folla di fedeli. Benedetto XVI ha iniziato la visita della struttura sanitaria dal Dipartimento emergenze e accettazione, quindi ha percorso i vari reparti, da quello di neurotraumatologia a quello di cardiologia, fino alla Cappella, dove si è soffermato per un he momento di preghiera e silenzio.
"Sono vicino a ciascuno di voi e vorrei farvi sentire il conforto e la benedizione di Dio", ha detto il Pontefice rivolgendosi ai bambini e alle loro famiglie. "Passando per alcuni reparti - ha continuato -, imbattendomi con tanti piccoli che soffrono, ho pensato spontaneamente a Gesù che amava teneramente i bambini e voleva che li lasciassero andare a Lui".
"Come Gesù - ha aggiunto il Papa -, anche la Chiesa manifesta una speciale predilezione per l’infanzia, specialmente quando si tratta di fanciulli sofferenti. Ed ecco, allora, il secondo motivo per cui sono venuto tra voi: per testimoniare anch’io l’amore di Gesù per i bambini, un amore che si effonde spontaneo dal cuore e che lo spirito cristiano accresce e rafforza".
Rivolgendosi ai medici, Benedetto XVI ha ricordato come "in ogni persona sofferente, ancor più se piccola e indifesa, è Gesù che ci accoglie e attende il nostro amore". Per questo - ha detto il Papa - "il lavoro che voi qui svolgete è molto importante. Penso agli interventi d’avanguardia che rendono rinomato il "Bambino Gesù"; ma penso anche e soprattutto al lavoro ordinario, di ogni giorno: all’accoglienza, al ricovero, alla cura solerte dei piccoli degenti che si rivolgono alle vostre strutture sanitarie. Ciò richiede una disponibilità grande, una costante ricerca di moltiplicare le risorse disponibili; domanda attenzione, spirito di sacrificio, pazienza e amore disinteressato, per far sì che le mamme e i papà possano trovare qui un luogo dove si respiri speranza e serenità anche nei momenti di più acuta apprensione".
