I PIU'CERCATI
Scavano buco ed evadono dal carcere
Pescara, ripreso uno dei tre fuggiaschi
Come nel più classico degli scenari, sono evasi scavando un buco nella loro cella: tre detenuti del carcere San Donato di Pescara, tutti albanesi, sono poi riusciti a scavalcare il muro di cinta utilizzando l'impalcatura di una ditta che sta eseguendo lavori di ristrutturazione. Uno dei tre, un 31enne, è stato riacciuffato poco dopo; gli altri due, invece, sono ancora in fuga, ricercati in tutta la zona.

I tre, rinchiusi in una cella al primo piano del carcere, hanno utilizzato una sbarra di ferro, probabilmente ricavata da un letto, per togliere i mattoni dal muro del bagno della loro cella e quindi si sono calati nel cortile del carcere. A questo punto, grazie all'impalcatura, hanno scavalcato il muro di cinta e sono fuggiri. Una sentinella li ha visti e ha subito lanciato l'allarme, e per uno dei tre evasi, detenuto per omicidio, la libertà è durata solo 500 metri: feritosi a una gamba durante l'evasione, l'uomo il 41enne Durim Hoxha, residente a Viagrande (Catania) e arrestato a Palermo nel settembre 1997, è stato riacciuffato dalla polizia e riportato in cella.
Gli altri due (Florian Calin Kovacs, rumeno, 32enne, alto un metro e 70, corporatura normale, capelli brizzolati; e Gazmir Murata, albanese, anche lui 32enne, alto un metro e 77, corporatura robusta, capelli corti neri brizzolati) sono invece ancora in fuga: il primo, accusato di furto, avrebbe finito di scontare la pena il 31 dicembre 2007, mentre l'altro, condannato per droga, sarebbe dovuto rimanere in carcere fino al 2015. Nella zona sono stati stabiliti posti di blocco, e polizia, carabinieri e polizia penitenziaria stanno effettuando battute per rintracciare i fuggiaschi.
Un precedente simile risale a trent'anni fa: un gruppo di malavitosi pescaresi riuscì ad aprirsi un varco attraverso la porta principale del carcere cittadino a colpi di pistola.
