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I PIU'CERCATI

28/10/2005

La mafia voleva uccidere un giudice

Sventato attentato a gip Caltanissetta

L'esplosivo era già pronto, e la vittima designata, il capo dei gip di Caltanissetta, Ottavio Sferlazza, veniva già pedinata. L'attentato di Cosa Nostra al magistrato è stato sventato grazie alle rivelazioni di un pentito, che ha raccontato del progetto. Subito sono scattate le manette: due presunti affiliati alla cosca di Gela sono stati fermati poche ore dopo su ordine della Procura nissena.

Secondo il racconto del pentito, l'attentato sarebbe dovuto essere compiuto in tempi piuttosto brevi con le stesse modalità delle stragi di Capaci e di via D'Amelio: una grossa carica di esplosivo per far saltare in aria l'auto del magistrato "scomodo" lungo la strada che porta da Caltanissetta a Gela. Il collaboratore di giustizia ha spiegato di essersi deciso a parlare perché, essendosi opposto alla decisione di assassinare il magistrato, aveva paura di essere ucciso.

Così, dopo aver verificato le dichiarazioni del neo-pentito (a quanto pare un commerciante incensurato, prima ridotto sul lastrico dal racket e poi reclutato dalla mafia), il procuratore Francesco Messineo, l'aggiunto Roberto Di Natal e i pm della Dda Nicolò Marino e Antonino Patti hanno firmato un provvedimento d'urgenza, ordinando alla polizia di fermare Paolo Palmeri, 38enne titolare di un'impresa di autotrasporti, con precedenti per estorsione, traffico di cocaina, eroina e marijuana e ritenuto uomo di fiducia della cosca mafiosa dei Rinzivillo, e Salvatore Azzarello. Secondo l'accusa Palmeri sarebbe il reggente della cosca gelese, collegata a Cosa nostra. La famiglia dei Rinzivillo, a cui fanno capo Palmeri e Azzarello, era il punto di riferimento del boss Piddu Madonia, fedelissimo del capo di Cosa nostra Bernardo Provenzano.