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27/5/2006

Erika resta in cella:non mi importa

La giovane fredda dopo no Cassazione

Fredda, si lascia sfuggire solo un "lasciate perdere" rivolto alle compagne di carcere che tentavano di consolarla. Così Erika De Nardo, la giovane che uccise madre e fratellino a Novi Ligure, ha accolto la decisione della Cassazione di rimandare la sua uscita dalla cella e l'inserimento in una comunità. Erika è rimasta impassibile e, secondo le compagne di detenzione, avrebbe fatto capire che non le importa nulla.

Sono lontani i tempi del processo, quando alla lettura della sentenza la giovane era scoppiata in lacrime ed aveva maledetto giudici e avvocati e soprattutto il suo complice Omar, colpevole di essersi preso due anni di carcere in meno di lei. Erika oggi appare assai diversa, come scrive il Corriere della Sera. Della sua vicenda non vuole parlare, sta tranquilla e aspetta che altri dieci anni trascorrano e torni la libertà. Di tutto il caos scoppiato dopo le immaginid ella partita a volley nessun commento, né tantomeno per l'ultimo no della Cassazione.

Le sue compagne di detenzione assicurano che a lei di uscire dal carcere non importa proprio nulla. E che dopo l'ultima sentenza, mentre cercavano di consolarla, lei abbia rifiutato gentilmente di essere rassicurata pronunciando un secco "lasciate perdere". Da quel momento è tornata ad essere la sfinge di sempre: pochi sorrisi, poche confidenze. Un composto e garbato silenzio in attesa che il tempo trascorra.