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17/7/2006

Cassazione:dare del frocio e' reato

Termine esprime derisione e scherno

Indirizzare a qualcuno l'epiteto di "frocio" è un reato perché l'uso di questo termine ha indubbiamente un intento ingiurioso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione annullando una sentenza del giudice di pace di Teramo che aveva assolto un uomo ritenendo che quella parola non potesse essere considerata un'offesa. Il caso coinvolge un 40enne abruzzese denunciato nel 2005 per aver rivolto a un conoscente l'epiteto.

Dopo la sentenza che aveva assolto l'uomo, la parte civile ed il pubblico ministero avevano proposto ricorso per cassazione. E la loro istanza è stata così accolta dalla quinta sezione penale della Suprema Corte presieduta da Bruno Foscarini. Per la Cassazione, quindi, il giudice di pace, che riteneva il termine non lesivo dell'onore altrui, "ha edulcorato e svalutato la portata lesiva della frase pronunciata dall' imputato".

Quella del collega abruzzese, spiegano i supremi giudici nella sentenza 24513, è una decisione contraria "alla logica ed alla sensibilità sociale che ravvisa nel termine 'frocio' un chiaro intento di derisione e di scherno, espresso in forma graffiante". I giudici di Piazza Cavour hanno rinviato quindi gli atti al giudice di pace di Teramo cui spetterà il riesame della vicenda.