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I PIU'CERCATI

11/1/2007

Erba, Azouz: "Adesso li ammazzo"

"Minacciavano,non pensavo lo facessero"

"Ho diritto alla vendetta. Adesso voglio essere arrestato, così ci penso io. Vado a cercarli e li strangolo". Con queste parole Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, si scaglia contro i Romano, responsabili della terribile strage di Erba. "Ci hanno minacciato almeno tre volte negli ultimi mesi - ha detto al Corriere della Sera -. Non pensavo lo facessero davvero. Dovevo proteggere la mia famiglia".

Scoperta la verità, Azouz è un fiume in piena. Non trattiene più la rabbia, non usa parole di circostanza. Punta dritto al bersaglio, senza misura: "Io non sono il padre di Raffaella. Io ho una storia diversa e finché vivrò non avrò pace. Li voglio ammazzare con le mie mani. La vendetta dalle mie parti è un dovere. Credo di averne diritto". Minacce chiare come quelle di Olindo Romano e della moglie che lo stesso tunisino ora ammette di aver sottovalutato. "Almeno tre volte - racconta Azouz -. Almeno tre volte ci hanno urlato che ci avrebbero ammazzati. Ma come potevo prenderli sul serio? Come potevo immaginare che lo avrebbero fatto davvero? Io e Raffaella gli rispondevamo, certo. Loro insultavano, noi sfottevamo, era il modo per far loro capire che non avevamo paura. Grondavano disprezzo nei nostri confronti ma non ho mai pensato che fossero capaci di quello che hanno poi fatto. Così non ho capito che dovevo proteggere la mia famiglia. Mi sembravano innocui".

Eppure qualche sospetto, nelle ore immediatamente successive alla strage, Azouz l'aveva avanzato. Olindo Romano era il primo nome nella lista nera dei sospettati offerta dal tunisino alla polizia. Era uno di quelli "che lo odiavano a tal punto da essere capaci di ammazzare". "Mi sento il veleno addosso - spiega -. Sentivo che erano stati loro e adesso lo so. Spero che queste persone in carcere se la passino male, spero che la loro detenzione sia lunga e dolorosa. Il papà di Raffaella è già andato cinque volte al Pronto Soccorso, rischia di morire di crepacuore. Io non farò quella fine".

Rabbia, ma anche sconforto: "Ero un padre, un marito, sono un niente. Non riesco più a dormire, sono condannato a ricordare". Già ricordare. Fa il segno tre con le dita, almeno tre minacce sottovalutate. Almeno tre occasioni di evitare la strage della sua famiglia. Poi Azouz scappa in casa. A meditare la sua vendetta.