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12/1/2007

Erba, detenuti contro i Romano

Sabato i funerali di Paola e Valeria

E' teso il clima nel carcere di Bassone dove sono detenuti Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi, autori della strage di Erba. Gli altri detenuti infatti hanno inscenato una protesta inveendo contro i due nuovi "inquilini" che, per ragioni di sicurezza, vengono sorvegliati a vista. Intanto sabato si svolgeranno i funerali di Paola Galli, mamma di Raffaella Castagna, e Valeria Cherubini. 

Le esequie di Paola Galli sono fissate per le ore 10, nella chiesa prepositurale di Erba, mentre alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di Montorfano, in provincia di Como, suo paese di origine, si terranno i funerali della vicina di casa uccisa. Questi ultimi saranno funerali blindati. Secondo quanto si è appreso er quanto si apprende, sarà vietato l'ingresso in chiesa di telecamere e macchine fotografiche e sara predisposto un cordone di sicurezza tutt'attorno alla struttura religiosa

A Erba sabato sarà lutto cittadino, così come deciso all'indomani dell'eccidio. Intanto l'unico scampato alla strage, Mario Frigerio, marito di Valeria Cherubini, è stato avvertito dello sviluppo della vicenda. "Gli ho spiegato come sono andate le cose - ha detto l'avvocato Manuel Gabrielli - E' rimasto sconvolto non tanto per la dinamica dei fatti che, ormai, aveva capito da qualche giorno, ma per la premeditazione. Fisicamente sta migliorando, ma da un punto di vista psicologico ci vorrà molto tempo".

Le salme di Raffaella Castagna e del piccolo Youssef invece lasceranno l'Italia per raggiungere la Tunisia dove saranno sepolte con rito islamico a Zaguan, paese d'origine di Marzouk distante 60 chilometri dall'aeroporto di Tunisi.

(Infophoto)

I detenuti minacciano i coniugi Romano
La situazione nel carcere di Bassone è invece tesissima. Non appena gli altri detenuti hanno saputo della confessione della coppia hanno cominciato a picchiare oggetti contro le inferriate delle celle urlando insulti di ogni genere. "Infami", "bastardi", gli epiteti più "gentili" nei confronti della coppia, "dateceli in mano, ci pensiamo noi a far fare loro la stessa fine di Youssuf". Un furia motivata sia dall'efferatezza dell'omicidio, soprattutto per quanto fatto al bambino, sia per un senso di solidarietà nei confronti di Azouz Marzouk: alcuni dei detenuti infatti lo conoscono bene per averlo incontrato durante la sua recente detenzione fino a quando, il 2 agosto scorso, ha lasciato il carcere grazie all'indulto.

I coniugi Romano vengono sorvegliati a vista e si vedranno servire separatamente il vitto nel timore di avvelenamenti.

Azouz: "Non capisco il perdono dei Castagna"
La famiglia Castagna e Azouz Marzouk, il marito di Raffaella, hanno appreso con stato d'animo diverso la conclusione della vicenda. Carlo Castagna si è infatti detto pronto perdonare i due assassini perché "non si può non perdonare. Bisogna dire: Signore metti loro una mano sulla testa". Più cauto il figlio Giuseppe  "Il perdono - ha detto alla trasmissione "La vita in diretta" - in questi casi... è difficile dirlo ora... probabilmente con il tempo il perdono arriverà, per adesso non esiste l'odio, almeno da parte mia. L'odio è un sentimento difficile da gestire... Che dovrei fare? Del male ai loro cari? Non è un sentimento che può portare a nulla. Non ho sentimenti di vendetta, non è nella mia natura. Semmai provo pena per queste persone".

Chi non vuole sentire parlare di perdono e pietà è invece il marito di Raffaella e padre di Youssef. "Perché i Castagna perdonano non lo so. Forse vogliono fare i civili... - ha detto Azouz - anche io sono civile ma non ce la faccio. Hanno ucciso mio figlio. Forse loro non hanno visto in ospedale come sono ridotti, io li ho visti e ho immaginato cosa è successo. I coniugi Romano - ha poi concluso - la pagheranno cara".