I PIU'CERCATI
Spari dopo lite:muore bimba polacca
Napoli, omicida si è subito costituito
Lite sfociata in tragedia nel Napoletano dove una bambina polacca di cinque anni è stata uccisa accidentalmente con un colpo alla testa. A sparare è stato un italiano di 32 anni, poi costituitosi ai carabinieri, che poco dopo la mezzanotte di venerdì aveva avuto un diverbio con il padre della piccola in un bar di San Paolo Belsito, piccolo centro del Nolano. La bimba, subito soccorsa, è giunta in ospedale già morta.
L'omicida della piccola di cinque anni, Karolina, è Alessandro Riccardi, un operaio incensurato. E' stato lui stesso ad autodenunciarsi e a chiamare, intorno alle 3.30 della scorsa notte, i militari che già erano sulle sue tracce a seguito delle indicazioni del padre della bimba. Riccardi, che è in stato di fermo, ha anche indicato ai carabinieri il posto dove aveva gettato via l'arma con la quale ha ucciso la bimba di cinque anni: si tratta di una pistola di marca cecoslovacca parabellum con quattro cartucce nel caricatore.
L'uomo l'aveva abbandonata nelle campagne circostanti. Nell'individuazione dell'omicida, fondamentali sono risultate le dichiarazioni del padre della bimba, Jan, 26 anni, anche lui operaio incensurato. Ai carabinieri, arrivati sul posto insieme alla polizia, ha raccontato della lite avvenuta intorno alle ore 22.30 nel bar Imperial, nei pressi della salita Santarelli.
Poi, il gesto di Riccardi: a bordo di uno scooter si è diretto a casa di Jan e ha sparato due colpi che hanno colpito mortalmente al volto la piccola. Sul posto sono stati trovati due bossoli calibro 9. Riccardi è in stato di fermo con l'accusa di porto abusivo di armi da guerra e omicidio.
Intanto il corpo della piccola Karolina è stato trasferito al Policlinico di Napoli per l'autopsia.
Il giorno dopo, la famiglia, l'intera comunità di San Paolo Belsito, è sotto choc. La cattolica comunità polacca del paese campano ha, intanto, allestito un altarino davanti all'abitazione: un cuscino di fiori e quattro lumini per ricordare la piccola. La famiglia ha già ricevuto la visita del parroco della chiesa di San Paolo Eremita, don Vincenzo Vecchione. Secondo quanto riferiscono gli amici di Jan, il parroco ha garantito un aiuto per il trasferimento della salma in Polonia, dove il padre vuole portare Karolina.
Il papà:"Ho disperatamente chiesto aiuto"
Il padre di Karolina ha raccontato le drammatiche sequenze della tragedia. Ricorda che, stringendo al petto la bambina sanguinante, ha chiesto più volte aiuto ma nel vicoletto dove abita con la moglie e i suoi figli Alessandra, tre anni, Sandro, un anno e mezzo, nato in Italia, e Karolina, sei anni tra pochi mesi, le sue urla non sono state ascoltate. A caldo e preso dall'ira ha lanciato pesanti accuse e dicendo che i polacchi sono trattati male e che vuol andare subito via lamentando l'abbandono da parte della comunità italiana. L'uomo, disperato, ha raccontato di aver bussato alla porta di un vicino infrangendo addirittura un vetro e ferendosi così alla mano. E' scattata la richiesta di aiuto con l'arrivo sul posto di un'ambulanza, di polizia e di carabinieri che però hanno potuto fare ben poco per salvare la piccola Karolina.
Ora dinanzi all'uscio dell'abitazione continuano ad arrivare amici, e cittadini di San Paolo con fiori e candele portando la solidarietà alla famiglia della vittima. Nel frattempo è già scattata una vera e propria raccolta di fondi per consentire alla famiglia di poter trasferire in Polonia la salma della piccola Karolina.
