Il ministero dell'Interno avrebbe deciso di bloccare i pagamenti di una fornitura di 12mila décolleté ideate appositamente per le nuove divise delle donne poliziotto italiane. Le scarpe, realizzate da una ditta italiana con stabilimento in Romania, sono troppo piccole e le misure ordinate non corrispondono agli standard Ue. Ordinate nel 2005, le calzature erano state comprate all'estero per risparmiare, ora sono da buttare.
Nere, con un tacco leggermente più alto del solito, secondo quanto riferisce "La Stampa", le décolleté in questione erano state ordinate nel 2005 per conferire alle poliziotte un look più giovanile, gradevole e femminile. Prima di scegliere, la Direzione Tecnico Logistica e Gestione patrimoniale aveva studiato a lungo i campioni e, dopo una regolare gara d'appalto, era riuscita a spuntare anche un buon prezzo. Valore della commessa, affidata a un'azienda con il reparto produttivo in Romania, 600mila euro.
E fin qui tutto bene. Poi, poco dopo le prime consegne dagli stabilimenti dell'Est, sono iniziati i guai. Giunte al Veca, il magazzino vestiario della polizia, e distribuite alle poliziotte, le scarpe d'ordinanza hanno subito suscitato qualche perplessità. La parte più congrua dell'ordine riguardava i numeri dal 35 al 38, ma le calzature sono apparse subito troppo strette, realizzate con una pelle troppo dura e, quindi, inutilizzabili.
Le poliziotte più fortunate, dopo averle resistituite ai vari magazzini di competenza, sono riuscite a farsele cambiare, ma le scorte dei numeri più grandi sono andate esaurite con grande rapidità. Secondo alcune indiscrezioni, il problema sarebbe legato alla mancata osservanza degli standard da parte dell'azienzda produttrice. I numeri della partita romena, infatti, non corrispondono a quelli italiani ed europei. Uno scherzo non da poco, che ha costretto il ministero a bloccare le fatture emesse dal calzaturificio. Alle poliziotte, per ora, non resterà che tornare alle vecchie e consumate décolleté.