Auto elettriche acquistate dal Comune grazie a incentivi europei rimangono ferme perché in città non riescono ad affrontare le salite e le batterie hanno scarsa autonomia. Succede a Catania dove oltre 100 mezzi - acquistati tra il 1998 e il 2001 e pagati 5 miliardi di vecchie lire - sono fermi ad arrugginire e presto verranno rottamati. Il sindaco Umberto Scapagnini: "Al momento dell'acquisto non ero ancora in carica".
Il comune siciliano avrebbe pagato la flotta di auto, furgoni e piccoli autocarri elettrici solo il 35% del costo complessivo grazie ai contributi comunitari. A parlare di questo ennesimo spreco di denaro pubblico è il Corriere della Sera. Il quotidiano riporta le dichiarazioni del consigliere comunale Bartolomeo Curia (dell'Italia dei valori) che ha sollevato la vicenda: "Mi chiedo perché al momento dell'acquisto, nessuno ne ha verificato l'efficienza e l'utilità. E' assurdo averle acquistate solo per metterle da parte", denuncia Curia, che è anche presidente della commissine trasporti catanese.
Il problema, oltre alla scarsa autonomia dei veicoli è la mancanza di sufficienti centraline per ricaricare le batterie. "Hanno un'autonomia di non più di 20 chilometri", dice il comandante della polizia municipale che delle 17 auto elettriche in dotazione ne riesce a utilizzare soltanto sei. Ora i mezzi fermi saranno rottamati. Aggiustarli costa più che comprarne dei nuovi.