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22/5/2008

La Franzoni "sorvegliata a vista"

Bologna, la prima mattina in carcere

Dopo una notte tranquilla, Annamaria Franzoni ha trascorso la prima mattinata nel carcere Dozza di Bologna girando per i vari uffici del penitenziario, scortata da un agente, per svolgere gli adempimenti formali e burocratici. La "mamma di Cogne" è stata condannata in via definitiva a sedici anni di carcere per l'omicidio del figlio Samuele. E' stato disposto che la Franzoni sia sorvegliata a vista dagli agenti della polizia penitenziaria.

La protesta delle altre detenute
L'arrivo della donna ha movimentato la vita del carcere bolognese. Alcune detenute hanno avvicinato la Franzoni, in jeans e maglione scuro, per cercare di parlarle. Altre, secondo l'agenzia Ansa, avrebbero protestato accogliendola con grida e insulti, epiteti ("assassina") ed inviti espliciti ("vattene") e col fragore delle stoviglie sbattute contro le sbarre. Il tutto per alcune decine di minuti. Qualche altro insulto, isolato, si sarebbe ripetuto la mattina al passaggio della donna in corridoio. Come già avvenuto quando era in aula, Annamaria Franzoni non ha però lasciato trasparire alcuna emozione, con pochissime parole rivolte a chi cercava di interloquire con lei. 

Per il momento, comunque, rimane sorvegliata a vista da due agenti della polizia penitenziaria e, in giornata, dovrebbe essere sottoposta ad ulteriori visite mediche e ad un colloquio con lo psicologo, per cercare di approfondire le sue inclinazioni.

Paiono poco probabili, almeno per questi primi giorni, eventuali visite da parte di amici e familiari. Intanto, per evitare un assedio mediatico al carcere della Dozza, la direzione dell'istituto ha predisposto un servizio di pattuglia della polizia penitenziaria nel parcheggio antistante il carcere, per evitare che telecamere, fotografi, giornalisti o semplici curiosi possano avvicinarsi al cancello d'ingresso.

La Franzoni è giunta al penitenziario mercoledì notte verso le 2.40, scortata da una macchina dei carabinieri, che hanno eseguito l'ordine di cattura della Procura generale di Torino. La donna è stata arrestata a Ripoli Santa Cristina, dove abita con la famiglia. Prima di essere trasferita nel penitenziario, Annamaria ha salutato i suoi due bambini, Davide e Gioele. Un saluto drammatico, tra grida e lacrime. Strazianti le parole dei bimbi rivolte alla mamma. "Non andare via", hanno detto piangendo. Nel paesino, assediato dai cronisti, c'erano tante candele accese alle finestre, segno augurale di una positiva risoluzione della tragedia per la mamma. Ma così non è stato e, dopo la condanna definitiva, per la Franzoni si sono aperte le porte del carcere.

Pg di Torino: "lndulto per la Franzoni"
La procura generale di Torino ha chiesto l'applicazione dell'indulto per Anna Maria Franzoni. L'iniziativa è dettata dalla norma. Per la madre di Samuele questo comporta uno sconto di tre anni della pena. La richiesta della procura generale dovrà essere ratificata dalla Corte d'Appello di Torino. La pena, per Anna Maria, dopo l'applicazione scenderà da sedici a tredici anni di reclusione. L'indulto non era stato concesso dalla Corte d'Assise d'appello perché, come si legge nelle motivazioni della sentenza, "l'imputata (come lei ben sa, al pari della sua precedente difesa), è indagata per concorso in calunnia aggravata" nel procedimento chiamato Cogne-Bis. La tesi dei giudici era che "ove mai l'imputata fosse condannata anche in esito al corrispondente processo, l'indulto dovrebbe esserle applicato in seguito, sulla pena cumulata". La procura generale, però, ha imboccato l'iter verso l'applicazione immediata in quanto la sentenza di condanna per l'omicidio è ormai diventata irrevocabile.

Sei colloqui al mese coi figli
La Franzoni potrà avere sei colloqui al mese con i figli. Lo ha riferito il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Paolo Nanni che, insieme alla collega del Pd Gabriella Ercolini, ha visitato il carcere bolognese della Dozza. I due non hanno avuto nessun contatto diretto con Anna Maria, perché impegnata nelle pratiche di ingresso nel carcere. Hanno però parlato con la vicedirettrice e con altri responsabili della struttura.

"Per il momento - ha detto Paolo Nanni - non ha avuto nessun contatto nemmeno con le altre detenute. E' stata sistemata in una cella singola, anche se non grandissima. Sono sicuro che sarà trattata bene". La Franzoni avrebbe rinnovato la sua preoccupazione per i figli. Per questo - ha detto Nanni - i responsabili della Dozza le hanno già assicurato che potrà avere sei colloqui ogni mese

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COMMENTI

24/05/08 00:00:00

gioletto77

Questo è il male futuro dell'italia,dare importanza e continuare a parlare di persone che fanno del male,permettere che si creano fazioni di innocentisti e colpevolisti.Questo è un lavoro che deve fare la giustizia!!!Di questo delitto non si è trovato solo l'arma,e solo una madre con gravi problemi poteva compiere un orrore simile.E' giusto che paghi ma senza usufruire dell'indulto e delle attenuanti.Deve uscire tra 16 anni senza sconti e sono pure pochi.
23/05/08 00:00:00

massimiliano

Ma lasciatela libera!!!il carcere non è la soluzione per una sua evetuale colpa!!e poi senza prove concrete non si puo mettere in un carcere dove ci sono veramente i delinquenti!!che vergogna!!!
23/05/08 00:00:00

Badibadessa

Credo nell'innocenza della Franzoni e nell'inadeguatezza dei magistrati.Tutto è stato valutato male fin dall'inizio,secondo voi se per i magistrati fosse stata veramente colpevole,non le avrebbero dato l'ergastolo?? (come hanno fatto ad esempio per Alessi,che ha ucciso il piccolo Tommy?).E'ovvio però che la "giustizia" e chi è tenuto a giudicare, se avresse chiuso il caso avrebbe fatto una brutta figura.Riflettiamo e pensiamo che una cosa simile potrebbe capitare ad ognuno di noi..E' angosciante
23/05/08 00:00:00

marcello

mi dispiace per lei ma quello che ha fatto lo deve pagare, quindi e' giusto che faccia il carcere, ritengo addirittura che la pena inflitta sia troppo mite per l'atto d'ira che la portata a uccidere il figlio, i giudici si sono fatti condizionare dai media e dalle tv sul caso, aggiungo che,tenuto conto dela NON certezza della pena in questo paese, ritengo che fra 4 o 5 anni e' di nuovo libera di girare nel paese dei balocchi, alla faccia di quei poveri cristi che fanno l'ergastolo senza taormina
23/05/08 00:00:00

Tiron

NO,LA GRAZIA NO.LA GIUSTIZIA SI E' PRONUNCIATA,IL POPOLO HA EMESSO LA SENTENZA.BASTA,FINIAMOLA CON QUESTA STORIA,CON QUESTO ORRENDO CRIMINE.DIMENTICHIAMO.DA SEI ANNI NON SI PARLA CHE DI LEI ,DELLA FRANZONI.E SAMUELE,CHE POSTO OCCUPA NEI NOSTRI CUORI?DIMENTICATO.NO,LA GRAZIA NO.TUTTI GLI ITALIANI,QUELLI CHE CREDONO ALLA SUA COLPEVOLEZZA EO ALLA SUA INNOCENZA NON ASPETTANO CHE QUESTO PER CONFERMARSI NELLA CERTEZZA.