La cartolarizzazione fu una manovra di "finanza creativa" avviata per la prima volta, secondo quanto afferma l'agenzia di stampa Agi, ai primi di gennaio del 2005 da Giancarlo Masciarelli, allora presidente della Fira (Finanziaria Regionale) per "fare cassa" e creare quella liquidita' necessaria che permettesse alla Regione Abruzzo di far fronte ai debiti accumulati nel periodo 2001-2004. Si tratta di una operazione di rimodulazione dei crediti sanitari, scelta in quanto unico strumento idoneo al pagamento in tempi ridotti di parte dei debiti accumulati dalle Asl ed evitare contenziosi.
Come funziona: i crediti certificati vengono ceduti in un primo tempo alla Fira, in qualita' di "primo veicolo", che a sua volta li vende a un "secondo veicolo", costituito da un pool di banche che li monetizza attraverso l'immissione di titoli sul mercato finanziario. A quel punto, realizzata la liquidita' necessaria, sono stati saldati i fornitori e dilazionato a 15 anni il termine per le Asl per restituire a rate le somme anticipate. Furono effettuate due cartolarizzazioni, una ai primi di gennaio 2005, e l'altra deliberata dalla Regione il 9 dicembre 2005. Entrambe erano state mediate dalla Fira, la Finanziaria regionale, nel ruolo di "primo veicolo".
I conti: il totale dei debiti 2001-2004 era pari a 682 mln di euro, che riguardavano il disavanzo economico a carico della Regione (a parte vanno considerati i 528 mln di euro trattenuti dallo Stato come quota residua di Fondo Sanitario Nazionale non erogati all'Abruzzo in quanto regione con i conti in rosso e quindi indegna di amministrare altri finanziamenti). Alla Regione, comunque, toccava coprire solo i 682 mln. Di questi 336 mln sono stati coperti con la prima cartolarizzazione, e 328 con la seconda. Restava un residuo di 18 mln da sanare con la vendita del patrimonio immobiliare delle Asl.
