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24/9/2008

Minaccia bocciatura,prof condannato

Lo ha stabilito la Cassazione

Guai in vista per i professori che minacciano di bocciare gli alunni. Lo Cassazione ha infatti confermato la condanna di un docente di un liceo scientifico che era finito sotto processo per minaccia aggravata nei confronti di una studentessa alla quale, secondo l'accusa, aveva detto che "non aveva più alcuna possibilità di essere promossa" dopo un'assemblea in cui la madre della giovane aveva messo in discussione la sua professionalità.

Nello specifico, il professore aveva minacciato la ragazza dopo che la madre aveva proposto che non fosse mantenuta la continuità didattica dell'insegnante nel successivo triennio. Per la Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.36700), i giudici hanno ritenuto "sussistente la minaccia grave, poiché per una studentessa la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze, tale da poter configurare l'aggravante".

Per gli ermellini non ha rilevanza il rilievo proposto dall'imputato nel ricorso per cui il reato non sarebbe configurabile in quanto il male minacciato, ossia la bocciatura, non dipendeva dalla sua volontà ma da un organismo collegiale. "L'impossibilità di realizzare il male minacciato - si legge nella sentenza - esclude il reato solo se si tratti di impossibilità assoluta, non quando la minaccia sia idonea a ingenerare comunque un timore nel soggetto passivo".

Nel caso in esame, giustamente, conclude la Cassazione, i giudici del merito "hanno riconosciuto che la minaccia di una ingiusta bocciatura rivolta dal professore fosse idonea a ingenerare nella studentessa forti timori, incidendo la sua libertà morale".

La vicenda
Il professore coinvolto era stato condannato nel marzo 2005 in primo grado dal Tribunale di Vicenza a 17 mesi e 10 giorni di reclusione per i reati di furto, abuso d'ufficio e minaccia aggravata. La pena era stata poi ridotta di qualche mese dalla Corte di Appello di Venezia nell'ottobre 2007. Tra i motivi del ricorso in Cassazione, presentato dai legali dell'insegnante, c'era anche la presunta inutilizzabilità nel processo della relazione di un ispettore del Ministero dell'istruzione che era stato inviato al liceo scientifico "Lioy". La verifica era scattata dopo il suicidio di un'allieva. Il professore era però risultato estraneo a questa tragica vicenda, ma l'ispezione mise in luce comportamenti più che sospetti del docente che sfociarono nell'inchiesta penale. Malgrado la condanna il professore nel frattempo si è traferito e insegna a Vicenza, in un istituto magistrale.

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COMMENTI

25/09/08

Osvaldo

Siamo alle solite , con questi giudici cosa volete che diventi l' Italia. Un tempo a scuola nessuno fiatava e si veniva su con la schiena dritta ,ora basta il frignare di una ragazzina e si mette in discussione tutta la classe insegnante . Ma se non si insegna ai ragazzi che prima bisogna fare il proprio dovere per potersi poi guadagnare dei diritti, non ci si può poi lamentare della situazione in cui ci troviamo.
Mandateli a casa questi personaggi che di giudizio non ne hanno proprio.
25/09/08

antonio

quando picchiano il professore non succede niente! sic!
25/09/08

davide

Roba da matti... una volta i professori ti prendevano anche a bacchettate sulle mani adesso vengono condannati solo per delle parole.... dove andremo a finire... che tristezza.....che futuro ci aspetta con gente di questo genere magari questi studenti saranno futuri medici o ingenieri... che dio ci aiuti
25/09/08

insegnante

sul rispetto mancato degli studenti verso gli insegnanti leggo, a sproposito, tante affermazioni e certezze assolute, al di là della sacrosanta affermazione di un noto ispirato: "le certezze assolute sono proprie dei cretini", tenete presente che c'è sempre una stretta relazione tra causa ed effetti, ovvero, se gli studenti hanno un certo comportamento è anche conseguenza diretta del basso livello e mancanza di responsabilità del corpo insegnanti, quel che manca non si trasmette. Un insegnante