Restano in carcere Luciano Simeone e Carlo Tagliente; arresti domiciliari per Antonio Tamburrino; remissione in libertà per Nicola Testini. Queste le decisioni del Tribunale del riesame di Roma, che ha esaminato le istanze di scarcerazione presentate dai quattro carabinieri accusati di aver ricattato Piero Marrazzo. Intanto la Procura di Roma ha deciso di impugnare le scarcerazioni dei due militari.

Per conoscere le motivazioni della sentenza si dovrà attendere ancora qualche giorno. In sostanza, pero', stando alla tesi accusatoria, è ragionevole pensare che i giudici abbiano ritenuto che Testini non dovesse essere arrestato perché il giorno del blitz in via Gradoli, compiuto da Simeone e Tagliente, era in ferie e fuori Roma. Tamburrino, rispetto agli altri tre, e' l'unico che risponde di un reato più lieve, la ricettazione del video girato su Marrazzo, che, secondo i pm, avrebbe dovuto venderlo all'agenzia fotografica Masi.
La Procura impugna la sentenza
La Procura di Roma impugnerà le scarcerazioni di Nicola Testini (tornato in liberta') e di Antonio Tamburrino (finito agli arresti domiciliari) disposte dal Tribunale del riesame di Roma nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto ordito ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Analoga impugnazione sarà adottata dai difensori di Luciano Simeone e Carlo Tagliente, per i quali il collegio presieduto da Francesco Taurisano ha disposto il mantenimento della misura restrittiva a Regina Coeli.
Ultimo aggiornamento ore 08:35
