La Procura di Roma ha identificato "Mario", il telefonista che il 28 giugno 1983 chiamò a casa di Emanuela Orlandi pochi giorni dopo la scomparsa della ragazza a Roma. A riconoscere il telefonista è stata Sabrina Minardi, ex compagna del "Renatino" della Banda della Magliana. La donna, che a giugno indicò anche il presunto luogo dove il cadavere di Emanuela Orlandi era stato gettato, ha riconosciuto "Mario" dal nastro registrato della telefonata.

"Mario" il telefonista era agli ordini di Enrico De Pedis. Ora potrebbe fornire informazioni per chiarire il giallo della scomparsa della figlia di un funzionario del Vaticano. La Procura procede per il reato di omicidio pluriaggravato e sequestro di persona a scopo di estorsione. E' presumibile che l'uomo venga raggiunto da un provvedimento cautelare per chiarire la sua posizione nell'ambito della vicenda.
Pedis secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori è colui che avrebbe gestito il sequestro di Emanuela Orlandi. La Minardi che già nel giugno dello scorso anno era stata interrogata a lungo dagli investigatori e dal magistrato dando una serie di informazioni parlando anche della morte della ragazza il cui corpo dopo essere stato chiuso in un sacco fu nascosto in una betoniera a Torvaianica, è stata richiamata per essere interrogata in seguito agli sviluppi avuti dall'inchiesta in questi ultimi tempi.
La telefonata alla famiglia
Nella telefonata giunta a casa Orlandi il 28 giugno del 1983 e raccolta dallo zio della ragazza "Mario" spiega di avere incontrato, poco dopo la scomparsa di Emanuela, due ragazze. Una, dice il telefonista, "si chiama Barbarella e si sarebbe allontanata volontariamente da casa e di guadagnarsi da vivere vendendo cosmetici e bigiotteria". Mario, aggiunge nella telefonata, di avere riconosciuto in Barbarella il volto di Emanuela visto nelle foto che tappezzano Roma. Durante la telefonata si sentono rumori di fondo, tipica ambientazione di un ristorante. "Mario" negli anni scorsi era titolare di un locale nel centro di Roma. Gli inquirenti hanno mostrato grande soddisfazione per gli sviluppi dell'indagine.
Inquirenti su tracce sequestratore
La Procura di Roma, nell'ambito del rapimento e del presunto omicidio di Emanuela Orlandi, dopo l'identificazione del "telefonista" avrebbe raccolto elementi per individuare uno dei sequestratori della giovane scomparsa nel 1983. E' quanto trapela da fonti giudiziarie, che tuttavia precisano che tale pista ha ancora bisogno di riscontri investigativi. Gli inquirenti stanno circoscrivendo l'ambito in cui è maturata l'organizzazione del rapimento.
Ultimo aggiornamento ore 13:58
