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20/10/2009

"Posto fisso?Ricetta del Novecento"

Brunetta a Tremonti: "Guardare avanti"

Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, boccia l'idea di Tremonti dell'impiego stabile, del posto fisso come base per fare progetti e famiglie. Il ministro dell'Economia "dà una risposta per l'uscita dalla crisi che io non condivido", ha affermato Brunetta. "Tornare indietro è più facile, ma non risolve i problemi. Bisogna cambiare occhiali per capire come è fatto il nuovo mondo. Non si deve aver paura". E il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha aggiunto: "Più che il diritto al posto fisso è necessario assicurare il diritto alla formazione".

Brunetta: "Ricetta del secolo scorso"
"Tremonti vorrebbe una nuova società dei salariati. Solo che questa non risponde alle esigenze di flessibilità che pone il sistema. La sua è una soluzione del Novecento che non va più bene in questo secolo". Ha affermato il ministro per la Funzione Pubblica in una intervista a "Repubblica".

"La flessibilità che abbiamo visto negli ultimi 10-15 anni è figlia della società dei salariati, è figlia degli ultimi fuochi dello scontro tra capitale e lavoro, è figlia di un capitalismo ormai in declino. Abbiamo vissuto la stagione del lavoro atipico come estrema conseguenza dell'egoismo del lavoro tipico, dell'egoismo degli insiders contro gli outsiders. Tutte le garanzie ai primi, protetti dal sindacato, tutte le flessibilità scaricate orribilmente sui secondi privi di rappresentanza. Ma la soluzione a questo paradosso non può essere quella di far diventare gli outsiders degli insiders, perché il sistema non sarebbe in grado di sopportarne i costi".

"Propongo - ha concluso il ministro - di spalmare le esigenze di flessibilità su tutte le forze lavoro occupate. So bene quanto sia delicato questo argomento, basti pensare agli scontri, tra riformisti e conservatori, intorno all'articolo 18".

Sacconi: "Più che al posto fisso diritto alla formazione"
"Più che il diritto al posto fisso è necessario assicurare il diritto alla formazione". Questa, invece, è la posizione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi rispetto alle dichiarazioni di Tremonti. "Non commento mai i miei colleghi di governo", ha premesso il ministro intervenendo a Mattino5, su Canale5.
"Osservo soltanto - ha proseguito - che ovviamente nessuno vuole subire la mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro: ciascuno vorrebbe poter scegliere il momento in cui cambiare, ovviamente in meglio. D'altronde la continuità del posto non si afferma con norme di legge ma con l'occupabilità del lavoratore per le sue conoscenze e competenze". Il ministro ha dunque sottolineato l'importanza del "diritto continuo al miglioramento delle proprie competenze, con cui può decidere il proprio percorso lavorativo".
Secondo Sacconi, dunque, è vero che "la scadenza di un rapporto di lavoro è un'opportunità per maggiori posti di lavoro, ma dal lavoratore viene tendenzialmente subita". Pertanto "è la possibilità di accedere alle conoscenze che consente una maggiore prospettiva".

Ultimo aggiornamento ore 11:37

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