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18/10/2006

Madonna: ho seguito tutte le regole

"Nessun rapimento, adozione regolare"

"Ho solo voluto aprire la nostra casa e aiutare un bimbo a sfuggire da una vita di estrema durezza". Con queste parole Madonna si difende dalle accuse di aver rapito David Banda, il bambino di tredici mesi che le era stato affidato temporaneamente dalle autorità del Malawi portandolo a Londra in attesa di poterlo adottare. La popstar ribadisce di aver rispetato tutte le regole del Paese africano "come nessun altro".

Con una lettera aperta diffusa dal suo ufficio stampa, Madonna vuole mettere fine alle voci di disapprovazione per questa adozione che a molte organizzazioni umanitarie non piace perché avrebbe il sapore di un capriccio che ha infranto le leggi.  "Dopo aver saputo che in Malawi ci sono oltre un milione di orfani - dice la cantante - ho voluto aprire la nostra casa e aiutare un bambino a sfuggire da una vita di estrema durezza, povertà e in molti casi alla morte".

Madonna e Guy Ritchie

Quanto alle presunte norme non rispettate, la moglie americana di Guy Ritchie chiarisce: "Abbiamo seguito le procedure stabilite dalla legge come nessun altro. Le notizie che affermano il contrario sono completamente inesatte". La star, che ha già due figlie e vive tra Usa e Inghilterra, ha aggiunto di voler seguire le procedure standard, che richiedono un periodo di verifica di 18 mesi prima che l'adozione diventi definitiva.

Il ricorso delle organizzazioni umanitarie
Sul fronte opposto, 67 gruppi per la tutela dei diritti civili in Malawi hanno presentato ricorso contro la popstar perché sostengono che abbia violato le procedure che impongono allo straniero di risiedere obbligatoriamente per 18 mesi nel Paese sotto costante controllo degli addetti ai servizi sociali prima di ottenere l'adozione definitiva del bambino. Madonna, secondo i ricorrenti, se vuole tenere il bambino dovra' vivere in Malawi per un anno e mezzo come prevede la legge. L'alta corte di giustizia della capitale Lilongwe esaminerà i ricorsi venerdì 20 ottobre.