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I PIU'CERCATI

2/3/2005

Il Codice Da Vinci, tutta la verità

Una delle novità delle Mondadori

Carolly Erickson 
La zarina Alessandra 

Incolpata della caduta dei Romanov, la zarina Alessandra, bellissima principessa di origine tedesca andata in sposa al futuro zar Nicola II, non era mai piaciuta ai sudditi. Donna dalla forte volontà ma di scarsa comunicativa, un misto di timidezza quasi patologica e di autoritaria arroganza, non seppe farsi amare dai parenti acquisiti né imparò mai a capire il popolo russo e le condizioni sociali e politiche del paese. Di questa figura enigmatica e del suo mondo interiore di tormentato isolamento Carolly Erickson ha colto per la prima volta la vera natura e ha tracciato un ritratto indimenticabile. La sua attenta analisi ricostruisce i fatti salienti della vita di Alessandra: la morte precoce della madre, la lunga battaglia per sposare Nicola, che amava nonostante la debolezza e le scarse capacità di governo, la grave emofilia del figlio Alessio, le crescenti eccentricità che accompagnarono il suo cammino di fede e la sempre maggiore dipendenza da una serie di santoni di dubbia fama, tra cui il famigerato Rasputin. Alla difficile storia personale di Alessandra fa da sfondo un grande affresco storico della Russia prima della Rivoluzione. Oggi, Alessandra, acclamata come simbolo nazionale e icona del martirio, ha trovato finalmente un suo posto d'onore nella storia del paese, ma, dice la Erickson, "il suo io più recondito rimane sconosciuto, sepolto assieme a lei nella cripta della fortezza di Pietroburgo".

Collana Le Scie  -   Pagine 352    -    Prezzo 18,5

Frederick Taylor
Dresda

13 febbraio 1945: sono quasi le dieci di sera quando a Dresda suonano le sirene antiaeree. Non è la prima volta, ma finora si è sempre trattato di falsi allarmi e i più sono convinti che "la Firenze sull'Elba" verrà risparmiata. Con i suoi splendidi edifici, testimoni di un illustre passato, le sue fabbriche di strumenti ottici e le celebri porcellane prodotte nella vicinissima Meissen, Dresda sembra un'oasi lontana dalle preoccupazioni della guerra. Quello di Dresda è universalmente noto come il più intenso bombardamento scatenato sui cieli della Germania da parte della RAF e dell'aviazione americana: entro mezzogiorno del 14 febbraio la città è rasa al suolo, il centro storico completamente distrutto dalla tempesta di fuoco, e il numero delle vittime viene stimato intorno alle centinaia di migliaia. Il libro è la prima ricostruzione esaustiva di quanto accadde. Il suo intento è di mettere in luce la complessità e l'ambivalenza delle ragioni che portarono a un simile attacco e di sollevare alcuni interrogativi. Si trattò davvero di un bombardamento di proporzioni eccezionali? Quante furono effettivamente le vittime? Come visse la popolazione quei terribili momenti? La distruzione di Dresda rappresentò una prova di forza dell'esercito britannico nei confronti di Stalin o l'eventualità di un'azione militare di tale portata fu ventilata già durante la conferenza di Jalta? Taylor ha potuto consultare archivi storici fino a ieri inaccessibili e, grazie alle numerose testimonianze dei sopravvissuti e dei veterani, ripercorre la tragedia umana di quelle ore, giungendo a conclusioni sorprendenti. Il bombardamento di Dresda, a distanza di sessant'anni, rappresenta comunque una dura lezione per l'umanità che "con le terribili armi di distruzione di massa a disposizione non può più permettersi l'intolleranza e la guerra".

Collana Le Scie  -  Pagine 512    -    Euro 23

Yoko Ono
Grapefruit

Quarant'anni dopo la prima pubblicazione, avvenuta in Giappone nel 1964, la Piccola Biblioteca Oscar presenta al pubblico un originale "manuale di istruzioni per l'arte e per la vita" composto da Yoko Ono a partire dagli anni Cinquanta. Quando, in un Giappone devastato dalla guerra, aveva imparato a usare la forza del pensiero e dell'immaginazione per dare vita a un mondo migliore. Versi assurdi, divertenti, ma anche incredibilmente profondi, capaci di mescolare la millenaria tradizione degli haiku con la potenza dirompente delle avanguardie degli anni Sessanta, dai quali lo stesso Lennon ha ammesso di aver tratto spunto per scrivere quella che da molti è considerata la canzone più bella di tutti i tempi, Imagine.

Collana Piccola Biblioteca Oscar     -   Pagine 320    -    Euro 9,4

Ira Levin
Rosemary's Baby

Il diavolo, si mormora, abita a New York, in un bel palazzo del centro. Come spiegare altrimenti gli strani e inquietanti avvenimenti accaduti tra quelle mura? Ma la sinistra fama di quell'edificio vecchio ed elegante non basta a intimorire Rosemary e Guy Woodhouse, una coppia di giovani e innamorati coniugi, che vi si trasferiscono ricchi di sogni e di speranze. Finalmente la carriera di attore di Guy sta decollando, e il futuro sembra riservare solo felicità: per Rosemary è il momento di pensare a un figlio. Ma la notte in cui il bambino viene concepito accadono cose tremende: è l'inizio dell'incubo e i nove mesi di gravidanza saranno un susseguirsi di fatti terrificanti. Ma chi è, cos'è davvero quel bambino che Rosemary porta in grembo? Da un grande maestro del genere, un romanzo spaventoso e affascinante, vero caposaldo del genere horror, da cui il regista Roman Polanski ha tratto, nel 1968, un capolavoro cinematografico che ha fatto scuola, diventando una vera pellicola di culto.

Collana Oscar varia    -     Pagine 182   -     Euro   8,4

Elaine Pagels
I vangeli gnostici

Nel dicembre 1945, a Nag Hammadi, nell'Alto Egitto, un contadino arabo trovò seppellita nella sabbia una giara di terracotta rossa contenente tredici volumi di papiro rilegati in cuoio. Erano i testi sacri di quell'ala gnostica del Cristianesimo primitivo che, fiorita impetuosamente tra il I e il IV secolo d.C. dall'Iraq all'Egitto, da Roma a Lione (assimilando idee perfino dalla lontana India, da correnti magico-astrologiche dell'Oriente, dalla qabbalah, oltre che dalle filosofie ellenistiche e in particolare neoplatoniche), era stata soffocata dall'ortodossia organizzata e cancellata, per secoli, dalla memoria umana. Solo da poco, dopo un lungo lavoro di decifrazione ed edizione, si è cominciato a capire l'importanza di questi scritti. Da essi appare, fra l'altro, che già nei primi secoli si sentiva la necessità di affrontare problemi finora ritenuti più recenti: la resurrezione di Gesù è un fatto storico o simbolico? Qual è la vera Chiesa, quella "celeste" o quella "terrestre"? Dio è solo Padre o anche Madre? I vangeli gnostici espone un capitolo nascosto della storia della Chiesa, offrendo per la prima volta una visione d'insieme di quella "altra faccia" del messaggio cristiano, rimasta per secoli sepolta in una giara e tornata oggi più che mai di scottante attualità.

Collana Oscar Bestseller    -     Pagine 238   -     Euro   8,8

Bart D. Ehrman
La verità sul Codice Da Vinci

Il Codice da Vinci è un libro che ha sconvolto milioni di lettori in tutto il mondo. Ma cosa c'è di vero nel thriller di Dan Brown? Un grande e autorevole storico ne svela tutti i segreti "Il codice da Vinci" di Dan Brown, il più grande bestseller degli ultimi anni, è stato in vetta alle classifiche dei libri in tutto il mondo per molti mesi e ancora oggi, nonostante i milioni di copie vendute, il suo successo non sembra esaurirsi. L'aspetto sorprendente di questo romanzo al cui fascino nessuno sembra sfuggire è che l'autore ha costruito la trama intessendo vicende frutto della sua fantasia con sconvolgenti rivelazioni storiche, che, se confermate, cambierebbero in modo radicale il nostro rapporto con la religione cristiana. Come Bart D. Ehrman, eminente studioso del cristianesimo delle origini, dimostra in questo saggio accessibile e ricco di informazioni sconvolgenti, "Il codice da Vinci" è così ben congegnato da rendere complesso il lavoro di chi cerca di distinguere nelle sue pagine fatti e finzioni. E' vero che nell'antichità la Chiesa scelse di privilegiare le testimonianze che affermavano la natura divina di Gesù arrivando a oscurarne la natura pienamente umana? E che tra circa ottanta vangeli l'imperatore Costantino selezionò per il Nuovo Testamento gli unici quattro che ponevano l'accento sulla sua divinità? Gesù Cristo era sposato con Maria Maddalena? La Chiesa ha davvero tenuto nascosti i vangeli che rivelavano il loro matrimonio segreto? Ehrman fa chiarezza su questi e sui molti altri misteri che popolano il bestseller di Dan Brown, offrendo al lettore un'infinità di informazioni appassionanti e storicamente corrette sul primo cristianesimo e su tutti quegli eventi, come la scoperta dei Rotoli del Mar Morto, o il ritrovamento dei vangeli gnostici alla metà dello scorso secolo, che ne costituiscono lo sfondo reale e documentato. Separa i fatti dalla finzione, la realtà dalla fantasia letteraria, offrendo a quanti hanno letto con passione il Codice da Vinci e vogliono sapere la verità sulle origini del cristianesimo e sulla vita di Gesù, la chiave per decodificare tutti i segreti di uno dei libri più misteriosi e affascinanti che siano mai stati scritti.

Collana Saggi    -   Pagine  195     -     Euro 16,5

Roberto Gervaso
Qualcosa non va

Un libello sui valori in crisi, sui doveri troppo spesso elusi, sui principi ignorati o manomessi, sui sentimenti nascosti o traditi, sulle ansie e sui fini della vita. Un'analisi spregiudicata, senza esclusione di colpe, di una società senza più punti di riferimento. Una società che non sa dove andare perché non sa da dove è venuta. Una società che cerca se stessa nei luoghi sbagliati e con gli strumenti sbagliati. Una società dove una figlia, complice il fidanzato, ammazza la madre e il fratello, e una madre viene condannata per aver ucciso il figlioletto di due anni. Dove un imprenditore tutto casa e chiesa, che considerava la bancarotta fraudolenta un peccato da confessionale, inganna con obbligazioni fasulle decine di migliaia di risparmiatori. Una società dove chi fa politica, con le solite eroiche, lodevoli eccezioni, non la fa per servire un'idea o, più ingenuamente, un ideale, ma per avidità di galloni e di potere. Dove un intellettuale, un accademico o un Nobel valgono meno di un calciatore, di un cantante o di una soubrette. Dove il "Grande Fratello" fa più audience e riscuote più successo di un concerto alla Scala. Riportare questa società frastornata, irretita e smarrita nell'alveo dei valori perduti non è facile, ma vale la pena di provarci. O quantomeno, avere la consapevolezza, decisa e profonda, che Qualcosa non va.

Collana Ingrandimenti  -  Pagine 240  -    Euro 16

Osho
Con te o senza di te


"L'amore non è un bisogno ma un traboccare... L'amore è un lusso. E' abbondanza. Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza." "Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano. Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos'altro in nome dell'amore." Con te e senza di te è il libro di Osho sull'amore. L'amore affrontato in tutti i suoi aspetti dal punto di vista affascinante e rivoluzionario del grande mistico indiano. Una lezione fondamentale di questo Buddha contemporaneo che ancora una volta illumina e spiazza con la sua inconfondibile alchimia di leggerezza e profondità.


Collana Arcobaleno    Pagine 278      Euro 12

Rubin, Judith Colp - Rubin, Barry
Arafat

Un giorno Arafat, artefice e simbolo del movimento di liberazione palestinese, confidò di essere ossessionato dall'idea che, dopo la sua morte, alla domanda "Chi era Yasser Arafat?" gli studenti arabi potessero rispondere: "Colui che ha ceduto la Palestina agli ebrei". Protagonista indiscusso della scena internazionale, Arafat ha incarnato il paradosso di un uomo politico che costruisce la propria carriera su un'impressionante serie di sconfitte, di cui è spesso responsabile, e guadagna autorità e prestigio pur dando ripetute prove di doppiezza e inaffidabilità. E' stato il leader che ha teorizzato la lotta armata contro l'occupazione israeliana e, malgrado le frequenti sconfessioni pubbliche del terrorismo, ha tollerato la convivenza - se non praticato la connivenza - con gruppi estremistici responsabili di sanguinosi attentati contro i civili. E ha intessuto da statista complessi quanto ambigui rapporti con i capi dei paesi arabi, ai quali non cessava di chiedere aiuto, presentandosi ai regimi integralisti nella veste del fedele guerriero e a quelli moderati come un potenziale mediatore di pace. Nel contempo, il capo dell'Olp ha sviluppato un'instancabile offensiva diplomatica che gli ha assicurato l'appoggio dell'Onu e dell'Europa alle rivendicazioni del suo popolo e lo ha portato a sottoscrivere con Israele lo storico accordo di Oslo, sulla base del quale è stata sancita la nascita dell'Autorità palestinese per l'autogoverno di una parte dei territori occupati. Ma nel 'momento della verità', durante i colloqui di Camp David del 2000, ha rifiutato la possibilità di dar vita a uno Stato palestinese indipendente, pur di continuare a rivendicare il 'diritto al ritorno' di tutti i profughi in Israele e la sovranità sull'intera Gerusalemme Est. In questa autorevole biografia - la prima a essere pubblicata dopo la sua morte - Barry e Judith Rubin esplorano ogni aspetto della personalità di Arafat; lo ritraggono durante la sua giovinezza al Cairo, poi mentre compie le prime esperienze di guerriglia, elabora una propria dottrina del terrorismo e incontra i più importanti leader mondiali; lo seguono nei suoi spostamenti in Kuwait, Siria, Giordania, Libano, Tunisia, fino al ritorno in Palestina e al definitivo congedo, in un ospedale di Parigi, nel novembre 2004. L'immagine complessiva è quella di un uomo politico che ha ottenuto pochi successi (l'unità dell'Olp e il parziale recupero dei territori occupati) e ha fallito su molti fronti: incapace di accettare soluzioni realistiche e di dare uno Stato al suo popolo, ne ha peggiorato le condizioni, ha immolato sull'altare della 'lotta senza fine' un gran numero di vite umane e ha costituito, al di là di ogni dubbio, un ostacolo insormontabile al processo di pace.


Collana Le Scie    Pagine 440        Euro 19

Gianni Oliva
Profughi


La vicenda di 300.000 italiani costretti ad abbandonare le loro terre, la realtà drammatica dei campi profughi in Italia: una memoria negata per cinquant'anni. Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta, gran parte della comunità italiana dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandona la propria terra. A ondate successive, quasi 300.000 persone, appartenenti a ogni classe sociale, vengono costrette a fuggire dal nuovo regime nazionalcomunista di Tito che confisca le loro proprietà, le emargina dalla vita pubblica, le reprime con la violenza poliziesca, giungendo talora a un vero e proprio tentativo di "pulizia etnica". I profughi vengono dispersi in oltre cento campi di raccolta disseminati in tutto il nostro paese dove per molto tempo - in alcuni casi perfino dieci anni - vivono in una situazione di totale emergenza, nella più assoluta provvisorietà e promiscuità, attorniati da un clima di avversione o indifferenza. Per i partiti della sinistra sono fascisti che non hanno accettato il socialismo reale jugoslavo, per le forze di governo sono un fardello ingombrante perché dimostrano che l'Italia è uscita sconfitta dalla guerra e come tale è stata trattata alla Conferenza di pace di Parigi. Mentre i profughi iniziano il faticoso cammino per conservare la propria identità storica e culturale, sul loro dramma scende un impenetrabile silenzio di Stato. Quali sono le cause di questa tragedia, su cui per tanti anni è calata una cortina fumogena? Quali le ragioni di un popolo cacciato dalle proprie case, osteggiato e ignorato dai suoi stessi connazionali? Attraverso un'analisi attenta in cui si intrecciano lo scenario locale e quello internazionale, Gianni Oliva ripercorre le tappe di questa incredibile vicenda troppo a lungo dimenticata: la complessità etnica nella zona di confine nord-orientale dell'Italia, le contrapposizioni del Ventennio fascista, i misfatti della "slavizzazione" forzata degli italiani, le stragi delle foibe, la vita nei campi profughi raccontata dagli sfortunati protagonisti di quei giorni. "Profughi" per la prima volta inquadra da varie angolature lo sradicamento e l'esodo di una popolazione che paga per tutti il prezzo della guerra perduta e la cui memoria è stata per mezzo secolo prigioniera delle opposte strumentalizzazioni politiche, oggetto volta per volta di rimozioni, fraintendimenti, manipolazioni.

Dall'anticipazione:
Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta, gran parte della comunità italiana dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandona la propria terra. A ondate successive, quasi 300.000 persone, appartenenti a ogni classe sociale, vengono costrette a fuggire dal nuovo regime nazionalcomunista di Tito che confisca le loro proprietà, le reprime con la violenza poliziesca, giungendo talora a un vero e proprio tentativo di "pulizia etnica". Attraverso un analisi attenta in cui si intrecciano lo scenario locale e quello internazionale, Gianni Oliva ripercorre le tappe di questa vicenda: la complessità etnica nella zona di confine nord-orientale dell'Italia, le contrapposizioni del Ventennio fascista, le stragi delle foibe, la vita nei campi profughi.

Tommaso Piffer
Il banchiere della Resistenza

Nel settembre del '43 a presiedere il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia viene chiamato Alfredo Pizzoni: ha quasi cinquant'anni, conosce quattro lingue, ha studiato economia a Londra, si è laureato in giurisprudenza a Pavia, si è guadagnato la medaglia d'argento nella grande guerra, è ora dirigente del Credito Italiano. "Non so come sono diventato un cospiratore" racconterà nel dopoguerra "dopotutto io sono un banchiere e un codardo". Nei venti mesi vissuti in prima linea, il presidente si occupò con successo dei finanziamenti necessari a sostenere l'esercito partigiano. Compiendo rischiosissime missioni in Svizzera e nell'Italia del Sud si affermò poi come l'indiscusso e il più autorevole protagonista dei rapporti con gli alleati e riuscì a conquistare a sé e alla Resistenza la stima e l'appoggio dei comandi anglo-americani. Ebbe inoltre una funzione insostituibile nel mantenere l'unità dello stesso CLNAI, profondamente diviso al suo interno tra un'ala democratica e un'ala rivoluzionaria. Insomma Pizzoni assunse un peso politico decisivo e inaspettato, tanto da diventare uno tra i più probabili candidati a dirigere il primo governo del dopoguerra. Le cose andarono diversamente: il 27 aprile 1945, due giorni dopo la liberazione, venne sostituito. Sconfitto il nemico esterno, i partiti presero il sopravvento e cominciarono a contendersi la Resistenza a uso autocelebrativo. In questo contesto non c'era più posto per un personaggio così fuori dagli schemi come Pizzoni: soldato e patriota ma antifascista, partigiano ma non comunista, portatore di un pensiero fortemente pragmatico, non affiliato, di cultura europea, rappresentava la più sconcertante delle contaminazioni, unendo in sé le funzioni di banchiere e di capo della Resistenza. Il presidente del CLNAI tornò al suo lavoro in banca e, per così dire, scomparve dalla storia. Il suo nome è stato archiviato insieme al tema dei finanziamenti della Resistenza e al capitolo del contributo della borghesia liberale indipendente alla lotta antifascista. Questo libro, basato su moltissimi documenti inediti reperiti in archivi italiani, americani e inglesi, ricostruisce una vicenda a torto dimenticata della nostra storia recente, consentendo di gettare nuova luce e di formulare nuove ipotesi interpretative sulle controverse vicende della Resistenza italiana.


Collana Le Scie          Pagine 320    Euro 18