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9/3/2005

Storie di donne, le italiane d'oggi

Un giorno nella vita del nostro Paese

Capita di leggere un libro sulle donne e scritto da donne l’8 marzo. Così, per un puro caso, ci si accorge di quanto sia ormai lontana questa festa dalla realtà. Perché lo spaccato di vita quotidiana raccontato in “Siamo così” è molto più significativo di qualsiasi ricorrenza con annessa mimosa. “Siamo così” è infatti la raccolta di ventiquattro storie di donne qualsiasi inseguite e intervistate da Alice Werblowsky e Carlo Chelo, pubblicate per Tea. Il libro è un ricorso storico, visto lo scalpore che fece Gabriella Parca nel 1959 con il suo “Le italiane si confessano”. La stessa Parca, nella prefazione, ricorda quei giorni quando il suo libro “suscitò molto polemiche e un severo monito dalla stampa perbenista”.

In quasi mezzo secolo è cambiata l’Italia e con essa le donne. “Siamo così” ne ha trovate 24 e le ha convinte ad aprirsi davanti a un taccuino o a metter mano a un penna per scrivere di sé. Scrittura veloce, linguaggio comune e argomenti più che mai attuali sono gli ingredienti delle duecento pagine che incuriosiscono anche gli uomini. La sensibilità invece è tipicamente femminile, come traspare da una delle ventiquattro istantanee messe nero su bianco, quella di Marta che diventa “l’ostetrica delle nevi” perché sceglie di far venire al mondo bambini su e giù per le montagne di Livigno. Ironia della sorte, lei che ha sentito i primi vagiti di centinaia di neonati, partorirà con un cesareo. Tra veline e tronisti dell’era moderna troviamo Marilena e Carla, entrambi alle prese con un aspetto esteriore – a loro dire – non soddisfacente. Marilena si prende cura della nonna e del fratello, trascurando sè stessa in un corpo sempre più lontano dal suo ideale. Carla il peso lo perde e sembra non smettere mai di perderlo, rischiando di passare al Creatore sino al giorno in cui non trova la forza di farsi curare. Ora entrambe sono in grado di raccontare le loro reciproche esperienze.

E l’amore? Non mancano storie di passione o di violenza brutale ma spiccano quelle di integrazione razziale, riuscita o quantomeno tentata. Non a caso sulla copertina di “Siamo così” si vedono le gambe di tre donne sedute probabilmente a chiacchierare del più e del meno: due sono bianche, una di colore. Di colore - precisamente del Senegal - era Gibrit il grande amore di Ornella, nata e cresciuta nella Bergamasca, a Telgate (dove l’amministrazione comunale ha pagato con i soldi della comunità un sistema privato di videosorveglianza). Per Gibrit Ornella ha sfidato tutti ed era pronta anche a seguirlo nella sua terra, prima di scoprire un altro Gibrit. Lieto fine a Milano invece per Giulia e Babacar che, lontani da religioni invasive, hanno tirato grande una bambina capace di dire alla mamma “sai, per fortuna non abbiamo molti stranieri in classe”. Poi c’è l’amore precoce di Cecilia, in cerca di un padre…

Storie per riflettere, per immedesimarsi e per capire. Storie diverse ma legate da un minimo comun denominatore chiesto proprio dalla Chelo e dalla Werblosky: a ogni donna viene infatti chiesto di scegliere un’ora di una qualsiasi giornata importante. Ventiquattr’ore, ventiquattro storie.

Sauro Legramandi


Alice Werblowsky e Carla Chelo
Siamo così
Tea
Pagine 211
Euro 8