Il Vendée Globe è una regata estrema, forse la più dura di tutte tra quelle riservate alle barche a vela: prevede il giro del mondo in solitaria senza tappe e senza la possibilità di ricevere alcun aiuto dall’esterno. Una competizione avvincente e durissima, che ben si presta a diventare metafora della vita. E proprio questa è la storia che racconta Inbar Meytsar nel suo libro “Il mio Vendée Globe” pubblicato da Effemme Edizioni. Inbar si è trovata suo malgrado catapultata sulla linea di partenza di questa sua personale regata in una notte in cui la natura era apparentemente in bonaccia, ma preparava una tempesta sconvolgente. In quella notte il marito di Inbar, il navigatore Simone Bianchetti, è morto improvvisamente mentre si trovavano entrambi sulla loro barca, ormeggiata in banchina a Savona.
Simone era reduce dalle grandi fatiche della Around Alone, la regata intorno al mondo in solitaria che aveva concluso con successo tre settimane prima, ma già era assorbito nei preparativi per la sua successiva impresa. Invece, la notte del 28 giugno 2003 Simone morì improvvisamente, sotto gli occhi impotenti di Inbar e nonostante gli immediati tentativi di soccorso. Inbar e Simone erano sposati da otto mesi, un periodo trascorso per lo più in giro per i mari del mondo, rincorrendosi per oceani e continenti mentre Simone era in regata, a parlarsi via satellite e incontrandosi di quando in quando, nei brevi periodi di tappa in porto. Invece, proprio mentre la barca di Simone è praticamente a casa, nelle quiete acque di Savona, comincia l’odissea di Inbar, che perde in pochi terribili istanti insieme al marito e al suo amore, la sua ragione di vita e le speranze per il futuro.

Simone Bianchetti diceva che a ciascuno tocca, primo a poi nella vita, il suo personale Vendée Globe, un momento in cui deve navigare da solo, contro vento per il mare della vita, in condizioni estreme di fatica e solitudine al limite del sostenibile. E così è toccato a Inbar, che nel libro fa, mese dopo mese, una puntuale e toccante cronaca della sua navigazione interiore. E’ un percorso personale aspro e tormentato, a cominciare dai terribili momenti di dolore brutale che seguono alla morte di Simone, dalla pesante apatia delle settimane seguenti, in cui l’unico sostegno e legame con la vita viene dalla presenza costante e solidale di un gruppo di amici fedeli e discreti, fino al primo timido risveglio dell’istinto alla vita che passa attraverso gesti semplici e quotidiani, come cercare il sole per una passeggiata, o darsi una passata di smalto alle unghie, o sforzarsi di tornare al lavoro. Ma soprattutto la grande battaglia da combattere è quella quotidiana contro la depressione, una nemica che Inbar deve contrastare istante per istante.
La storia è a lieto fine ed è tutta aperta alla speranza: il tempo cura anche le peggiori ferite e la volontà di vivere è più forte di ogni cosa. Giorno dopo giorno le esperienze e i conflitti superati portano nuova forza e linfa vitale che rende più facile superare le avversità: Inbar circa sei mesi dopo la morte di Simone, sente perfino “un filo di energia che mi chiede, sussurrando, di essere felice”. Così riprende a fare progetti, scrive insieme al giornalista Fabio Pozzo il libro “Ho sposato l’Oceano”, in cui si racconta l’ultima regata di Simone, si dedica al lavoro con tutte le sue energie. E alla fine, capisce di avercela fatta e di aver tagliato il traguardo del suo Vendée Globe. Nel corso della sua regata personale ha incontrato fantasmi e abissi, ha combattuto tempeste e marosi, ma non si è lasciata travolgere: così alla fine ha accettato l’idea di permettere a Simone di andare via. Nelle ultime pagine del libro Inbar racconta che Simone le parla ancora, ma ha smesso di gridare e di condizionare i suoi pensieri e le sue decisioni, trasformandosi in una presenza amica e delicata, insomma in un angelo custode. La conclusione è che, dopo aver tagliato il traguardo di un’impresa estrema e devastante, ci si sente liberi, consapevoli delle proprie capacità e persino felici. Insomma, il libro di Inbar, malgrado le premesse, è un grande inno alla vita.
Raffaella Martinotti
Inbar Meytsar
Il mio Vendée Globe
Edizioni Effemme
Pp. 180 Euro 13.00