ULTIMISSIMA 06:01

UCCISE SCERIFFO: 31ENNE GIUSTIZIATO

- Texas, a morte con un'iniezione letale

Pubblicità

I PIU'CERCATI

2/4/2005

Balcani, l'appello di pace del Papa

Wojtyla pregò per fermare le stragi

Il raggiungimento della pace nei tormentati Balcani. E' stato uno degli appelli più accorati e ripetuti dal Papa nei primi anni '90, nel corso della terribile guerra "civile" nella ex Jugoslavia. Il Santo Padre ha sempre pregato affichè tutti i popoli che vivono in quella terra trovassero il modo di raggiungere una convivenza senza conflitti, soprusi e violenze ai più deboli, sottolineando a più riprese nei suoi appelli la "grave violazione" dellospirito degli accordi di Helsinki e di Parigi "che escludonocategoricamente il ricorso all' uso della forza come mezzo per risolvere qualsiasi controversia".

Wojtyla ha invitato i cattolici di tutto il mondo ad unirsi con lui nella preghiera  per fermare gli scontri armati sul territorio, moltiplicati con un crescendo continuo di violenza. "L'uso di armamenti pesanti sta provocando la distruzioneindiscriminata di abitazioni civili, chiese e conventi, connumerosi morti e feriti" affermava. "Le popolazioni cercano la salvezza fuggendo dalle loro terre ed aumenta ogni giorno il numero dei profughi, costretti ad affrontare gravissimi disagi. Tutto questo avviene in Europa, nonostante gli impegni internazionali presi per bandire definitivamente la guerra.

In molte occasione il Pontefice si era rivolto alla vergine Maria, affinché intercedesse per la pace e convincesse le forze in campo a far cessare il frastuono dei cannoni. "Supplichiamo la Madonna affinché ascolti il grido di dolore di tutto un popolo martoriato. Preghiamola affinché tocchi i cuori di quanti hanno il potere di far tacere le armi ed ispiri loro sentimenti di pace. Imploriamo il suo patrocinio su tutte le iniziative intraprese per assicurare un effettivo 'cessate-il-fuoco' e per condurre le parti a negoziati sinceri, che assicurino la libertà e la dignità di tutti i popoli della Jugoslavia, ai quali deve essere data la possibilità di scegliere il proprio futuro. Che Dio onnipotente voglia accordarci questo dono inestimabile".

Le terribili vicende avvenute nei Balcani hanno ripetutamente costretto il Papa a tornare molte volte sulla guerra nella ex Jugoslavia, chiedendo a tutta l'Europa di sentirsi "colpita ed umiliata" dalla "crudeltà" della guerra civile jugoslava. Il Santo Padre, nella XXV Giornata mondiale per la pace, invitava cattolici e tutti i "credenti in Dio" di tutto il mondo ad unirsi nella preghiera per coloro che soffrono a causa del conflitto.

"Il mio pensiero raggiunge in questo momento, in modo speciale i fratelli e le sorelle di Jugoslavia - diceva -. La nostra compassione e la nostra solidarietà vanno a quanti sono i più colpiti da una guerra civile che sembra calpestare le più elementari norme umanitarie. Le notizie che ci pervengono  di distruzione e di massacri di persone innocenti, sono raccapriccianti. Tutta l'Europa deve sentirsi colpita ed umiliata da tanta crudeltà".

Molte preghiere spese anche per tragedia vissuta a Sarajevo, città in cui si recò per dare un forte messagio di pace. Nello stadio, trapieno di fedeli, a fianco della statua del Cristo mitragliato, divenuta una delle immagini di questa guerra, Giovanni Paolo II parlò di coraggio e perdono,in un appello che si allarga a tutta l'Europa. "Da Sarajevo, città simbolo di questo XX secolo che volge al termine, giunga a tutti i popoli europei l'appello per un impegno solidale sulla via della pace".

Stesso dolore, medesimo accorato appello del Papa per la terribile carneficina in Kosovo, contro cui l'Europa seppe dare una se pur tardiva risposta. Wojtyla si appellava "alla buona volontà di tutti" perché si trovasse una soluzione per quel dramma. Giovanni Paolo II diceva nel '98': "In questi giorni siamo profondamente preoccupati per la drammatica situzione creatasi nel Kosovo, dove le esplosioni di violenza minacciano ancora una volta gli sforzi intesi al dialogo ed alla pacificazione".

"Mentre esprimo viva solidarietà con chi soffre, piange la morte dei suoi cari e teme per il futuro - diceva  il Papa - desidero fare appello alla buona volontà di tutti, perché nulla sia risparmiato nel cercare con tempestività soluzioni rispettose della libertà e dei diritti di quelle care popolazioni". "Il mondo non può rimanese passivo davanti a simili violenze", ripetè più volte il Papa da San Pietro,  ''Se il conflitto continua indisturbato, le ingiustificabili atrocità, come quelle sulle quali siamo stati informati direcente, continueranno a essere perpetrate e si continuerà a soffrire persone delle due fazioni'', affermava.