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Italia in lutto per i funerali
Ciampi in ginocchio davanti alle bare
E' il giorno del lutto per le vittime di Nassiriya. Una folla immensa si è riversata alla basilica di San Paolo dove sono stati celebrati i funerali. All'interno della chiesa, gremita di folla, il presidente della Repubblica Ciampi si è inginocchiato davanti alle bare. In precedenza le salme hanno attraversato la città tra due ali di folla. Serrande abbassate nei negozi di tutta Italia. Serrata anche per gli spot in tv.

Al rito funebre, officiato dal cardinal Camillo Ruini e dal'arcivescovo di Palermo, monsignor Salvatore De Giorgi, hanno assistito oltre 500 mila persone.
I funerali
Un'interminabile preghiera collettiva ha preceduto il rito funebre celebrato dal cardinale Ruini. Dopo il rosario, i canti e le sacre letture, l'alto prelato ha tenuto l'orazione. Celebriamo le esequie "con intatta fiducia in Dio e con intima gratitudine per questi nostri fratelli, il cui sacrificio è di esempio e di monito per tutti noi", ha detto Camillo Ruini, presidente della Cei. "I nostri soldati - ha detto Ruini - sono in Iraq per tenere una grande e nobile missione. L'Italia non fuggirà dalla sfida dei terroristi assassini, li fronteggeremo con coraggio".
Allo scambio del segno della pace, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, si è staccato dalla fila dei politici ed è andato verso i familiari più vicini. Mentre poco più tardi lo stesso cardinale Ruini ha dato la comunione ai parenti delle vittime. Intanto la commozione si è fatta grande tra la gente nella piazza antistante la Basilica quando sono stati citati uno per uno i nomi delle 19 vittime di Nassiriya. Fazzoletti, lacrime, singhiozzi e l'ennesimo caloroso applauso è stato tributato dalla gente comune di piazzale San Paolo. Ruini ha poi benedetto una ad una le salme mentre tra le navate riecheggiavano le note del silenzio militare.
Grandi applausi all'uscita dei feretri dalla chiesa. I colleghi dei soldati morti hanno trasportato le bare a spalla attraversando una grande quantità di divise di Esercito, Marina e Aeronautica e la folla composta.

Per le vie di Roma
Alle 9.00 il corteo funebre aveva lasciato piazza Venezia per raggiungere la basilica, attraversando la città e due ali di folla: si calcolavano almeno un milione di persone. Appena il carro che trasporta la prima bara è partito si è levato un grande applauso da parte della folla.
I carri proseguivano lentamente, seguiti dalla scorta d'onore dei carabinieri, per Via dei Fori Imperiali, il Colosseo, Via di San Gregorio, per poi imboccare Piazza di Porta Capena, Viale Aventino e proseguire da Piazzale Ostiense fino alla Basilica di San Paolo. Quasi ad ogni finestra è stato esposto il tricolore o la bandiera arcobaleno, ennesimo omaggio ai nostri militari. Anche il traffico per un giorno non è stato impietoso come sempre a Roma: nonostante i vigili urbani aprissero e chiudessero le strade al passaggio dei carri, gli automobilisti non hanno dato segni di impazienza e in alcuni casi hanno anche spento il motore e sono scesi per strada.
In 4 mila sono entrati nella chiesa. In prima fila, oltre ai parenti delle vittime, anche le più alte cariche dello Stato e le gerarchie militari oltre ai leader politici. Per il resto della folla sono stati disposti maxi-schermi in diversi punti della piazza antistante alla basilica.
Politici al funerale
Come segno di rispetto al dolore e alla commozione della gente, anche i politici hanno raggiunto a piedi la basilica di San Paolo dopo essere scesi dalle auto blu all'altezza di via delle Sette Chiese. Hanno percorso a piedi le ultime centinaia di metri che separano viale Ostiense dalla Basilica, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, il segretario dei Ds, Piero Fassino, il leader dell'Udc, Marco Follini, e il sindaco di Roma Walter Veltroni in fascia tricolore, Massimo D'Alema e il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino.
Poco dopo sono arrivati il presidente del Senato, Marcello Pera e quello della Camera, Pierferdinando Casini. Preceduti di poco dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
