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9/10/2004

Duello tv Bush-Kerry finisce pari

Ancora su Iraq e guerra a terrorismo

Il duello è durato 97 minuti e i due contendenti sono usciti con un sostanziale pareggio. E' il verdetto della seconda sfida tv tra il  il presidente George Bush e il suo sfidante John Kerry. Temi principali l'Iraq (dove Bush cita anche l'Italia), il terrorismo, economia, ambiente e aborto. Bush promette un'America più sicura, Kerry un Paese più autorevole. I sondaggi danno Kerry vittorioso al 44% ma Bush migliore sul piano dell'immagine.

IRAQ
Il dibattito è stato aspro e i due contendenti non si sono sottratti a domande e provocazioni. Entrambi ottimi incassatori hanno assorbito senza fare una piega la raffica di fendenti reciproci: "Il presidente più spendaccione della storia", "il senatore piu' liberal d'America", "Il presidente che continua a non dire la verità", "Il senatore che non sa prendere una decisione". Le domande iniziali sono state tutte sull'Iraq. "C'è il caos in Iraq - incalza Kerry - Il mondo è più pericoloso oggi per le scelte sbagliate del presidente Bush. L'Iran è diventato più pericoloso, mentre il presidente era concentrato sull'Iraq, la Corea del Nord è più pericolosa, dopo che per due anni gli Stati Uniti hanno evitato di avere contatti con quel paese". "Questa risposta mi fa venire la voglia di fare una smorfia - ha detto Bush, alludendo alle sue tanto criticate espressioni facciali del primo dibattito - Sono stato io il primo a dire che l'asse del male era composto da Iran, Corea del Nord e Iraq.

Come gia' aveva fatto nel suo discorso di accettazione della nomination alla Casa Bianca nel corso della convention repubblicana in agosto a New York, anche nel secondo dibattito Bush ha citato Gran Bretagna, Italia e Polonia nonche' i rispettivi leader, Tony Blair, Silvio Berlusconi e Alexander Kwasniewski, per dimostrare che gli Stati Uniti non sono isolati nella campagna irachena. A Kerry che lo accusava di aver affrontato l'impegno militare in Iraq con l'atteggiamento di "chi vuole andare da solo", per conto suo, il presidente uscente ha ribattuto proprio ricordando l'alleanza con i tre Paesi che, ha sottolineato, "si stanno sacrificando insieme a noi".

ECONOMIA
La seconda parte del dibattito è stata dedicata alle questioni economiche e interne. in primo piano le tasse: qualcuno ha chiesto a Kerry se è in grado di promettere che non aumenterà le tasse alle persone che guadagnano meno di 200.000 dollari l'anno. Il senatore del Massachusetts ha puntato dritto gli occhi nella telecamera e ha scandito: "Assolutamente sì, non alzerò le tasse".
 
Bush ha provato a ridicolizzare la risposta dell'avversario. "Certamente che alzerà le tasse, le cose che vuol fare gli costeranno migliaia di miliardi di dollari". Bush ha poi aggiunto che la recessione non è stata un prodotto delle decisioni dell'amministrazione ma una crisi congiunturale cui la politica ecomonica ha saputo rispondere efficacemente creando 1,9 milioni di posti di lavoro dal marzo 2003.

ABORTO
Il contrasto sull'aborto tra il presidente, che è contrario, e il suo sfidante, (è pro scelta), è emerso, nella risposta alla domanda di una giovane ed emozionata elettrice, che aveva chiesto la garanzia che fondi federali non fossero spesi per l'aborto. Bush s'e' impegnato in tal senso, Kerry no.

Alla fine del dibattito, con un Bush certamente più brillante rispetto al primo duello tra i due, il presidente e Kerry sono rimasti ancora a lungo nella sala a stringere mani, farsi fotografare e firmare autografi