I PIU'CERCATI
Giappone, vita dura per le geishe
Mancano gli affari e le nuove reclute
E' allarme geishe in Giappone. Nel senso che le "artiste", così come vuole il loro nome, stanno sparendo. La preoccupazione arriva da Kyoto, culla storica di queste professioniste dell'intrattenimento in kimono. Le geishe faticano a trovare protettori danarosi ed è sempre più difficile arruolare giovani reclute. La soluzione proposta dalla Fondazione di Kyoto è quella di dar loro una salario con fondi pubblici.

"Stiamo studiando un piano per dotarle di un salario con un fondo di sottoscrizione aperto a tutti e in particolari ai membri della fondazione, finanziato in parte con i proventi di eventi artistici pubblici", ha detto un portavoce della Fondazione per la promozione delle arti tradizionali musicali di Kyoto. Quella dell'intrattenitrice è un'arte che costa cara sia agli ospiti, che pagano fior di quattrini per una serata che nulla ha a che vedere con la prostituzione, sia alle geishe anziane garanti delle più giovani ancora in addestramento, sia soprattutto al protettore che voglia stringere un patto di ferro con la sua geisha preferita per mantenerla e godere dei suoi favori personali.
"La lunga crisi economica degli anni '90, che per certi versi continua tuttora, e i cambiamenti drastici negli stili di vita hanno ridotto al lumicino il numero dei protettori e ancor più quello degli aspiranti protettori. L'unica strada per mantenere in vita uno degli incanti dell'antica capitale è assicurare in prospettiva uno stipendio a tutte le donne che vogliano trasformare la loro vita in "artiste" dell'intrattenimento. Soprattutto quando saranno anziane e non potranno più ricevere inviti a banchetti e serate di intrattenimento", hanno detto fonti della Fondazione di Kyoto.
Le cifre danno ragione ai proponenti della "rivoluzione". Le geishe in attività a Kyoto sono 190, 39 delle quali oltre i 65 anni di età, mentre quelle aspiranti sono ora uno sparuto drappello in via di estinzione.
