I PIU'CERCATI
Russia,12mila senza riscaldamento
Per un guasto. Non si placa il gelo
Non si placa l'ondata di gelo che ha travolto la Russia. E a complicare una situazione già grave si è aggiunto un guasto alle tubature dell'acqua calda che ha lasciato circa 12.000 persone senza riscaldamento, nella città di di Podolsk, al sud di Mosca. Lo ha reso noto Viktor Beltsov, un portavoce del ministero per le Emergenze precisando che tra gli edifici rimasti senza riscaldamento c'è anche un asilo nido e un liceo.

Intanto a Mosca nel fine settimana sono morte per il freddo sette persone, portando il bilancio complessivo di questi ultimi giorni a 50 decessi. Questo inverno è il più freddo per la Russia dal 1978-1979, quando il termometro raggiunse meno 38 gradi centigradi. La situazione si è aggravata il 17 gennaio, quando la colonnina di mercurio è scesa per la prima volta a oltre 30 gradi centigradi sotto lo zero. Le persone ricoverate per gravi forme di congelamento sono 115. Inoltre sono attesi peggioramento.
Ma non solo la Russia: anche la Germania deve fare i conti con il gelo. Un senzatetto di 39 anni è morto assiderato a Wiesbaden, il capoluogo dell'Assia (centrovest del Paese). Come ha riferito la polizia, un passante ha trovato il cadavere dell'uomo sul Lungoreno. A nulla era servita la precaria copertura di cartone che il barbone aveva ricavato per ripararsi. Sale così a quattro il numero dei morti per gelo registratisi nelle ultime ore in Germania, dove dal gran freddo è interessata sopratutto la parte nordorientale.
Inoltre l'eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la Russia sta provocando disagi in tutta Europa. Per cercare di rifornire sufficientemente il Paese, la Gazprom, compagnia monopolista, ha tagliato i rifornimenti a molti Paesi europei, da ultimo la Polonia. Anche l'Italia ha risentito dei tagli: le importazioni di gas russo dalle 6 del 22 gennaio alle 6 di oggi sono diminuite del 4,1%, pari all'1% dei consumi totali. Lo ha comunicato l'Eni aggiungendo che la previsione per la giornata è di una riduzione delle consegne di gas del 5,4% con un impatto sui consumi italiani dell'1%.
Infine domenica Georgia e Armenia sono rimaste al freddo e al gelo in seguito ad una raffica di misteriose esplosioni che hanno messo fuori uso un vitale gasdotto russo e linea elettrica ad alta tensione. E in risposta aalle misteriose esplosioni che hanno messo fuori uso il gasdotto Mozdok-Tbilisi il presidente Vladimir Putin ha ordinato all'Fsb, il servizio segreto russo, di "rafforzare la sicurezza" a tutti gli impianti energetici nel Caucaso. "Ci vuole una migliore protezione", ha sottolineato il leader del Cremlino ad una riunione con i ministri del governo Fradkov. Putin ha chiesto al colosso russo del gas Gazprom e a quello della elettricità Ues di riprendere quanto prima la fornitura di energia verso Georgia e Armenia e ha ordinato al ministro degli Interni Rashid Nurgaliev di aiutare in tutti i modi la procura nelle indagini sulle misteriose esplosioni.
