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7/4/2006

"Playboy" esce anche in Indonesia

Protestano i religiosi conservatori

Playboy, la celebre rivista delle conigliette, sbarca anche in Indonesia, anche se in una versione assai più castigata rispetto ad altre edizioni nazionali. La novità ha scatenato le ire dei religiosi. Infatti, da quando si è appreso dell'arrivo della rivista, nel Paese infuriano le polemiche. E questo nonostante che le foto provocanti che molti si aspettavano di trovare si riducano in effetti a ragazze in bikini.

Gli ambienti religiosi conservatori hanno provocato in anticipo le foto provocanti del giornale, che è arrivato in edicola al prezzo di 39mila rupie (circa 3 euro). Eppure le ragazze non solo non sono molto svestite, ma sono anche in pose poco lascive.

Le proteste dei religiosi, però, non trovano l'apoggio dei lettori della rivista, che si aspettavano il vero Playboy e invece sono rimasti delusi. "E' una vergogna avere un Playboy senza nudi", ha detto un lettore alla radio 68H di Giakarta. "E' uno scandalo, non ci sono donne nude su questa rivista, penso che siamo stati ingannati", si è lamentato un altro.

Nel suo primo numero, il Playboy indonesiano propone per contro temi seri: un'intervista con Pramoedya Ananta Toer, il più noto intellettuale del Paese, e un articolo sulla riconciliazione con Timor Est.

Ma gli esponenti musulmani più radicali non sono soddisfatti. "Playboy è sinonimo di pornografia, il nome stesso evoca un uomo che ama giocare con le donne. Chi può garantire che non pubblicheranno nudi in futuro?", ha dichiarato Muhammad Rizieq Shihab, leader del Fronte dei difensori dell'Islam (Fpi). Negli ultimi mesi, l'Fpi e altre organizzazioni musulmane hanno fatto campagna contro Playboy, con il tacito appoggio del presidente Susilo Bambang Yudhoyono.