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13/11/2007

Ny,polizia uccide 18enne per errore

Aveva in mano spazzola: 20 pallottole

Morire a 18 anni crivellato da 20 pallottole sparate da un poliziotto. E' successo per le strade di Brooklyn a New York. La vittima si chiama Khiel Coppin, un ragazzo di colore. Gli agenti, che avevano risposto a una richiesta di aiuto per risolvere una lite familiare, credevano che il ragazzo avesse una pistola. Quando la raffica di colpi è cessata si sono accorti che l'arma altro non era che una spazzola per capelli.

Secondo quanto riportato dall'emittente Cnn, Coppin ha tuttavia gridato di avere una pistola e la madre, interpellata dagli agenti, non ha smentito. "Lo avete sentito dalla sua bocca", avrebbe risposto la donna minacciata di morte dal figlio. Alcuni vicini che hanno assistito alla sparatoria, tuttavia, hanno offerto una versione diversa dell'accaduto. "Ha lasciato cadere la spazzola, ha alzato le mani, ma la polizia ha iniziato comunque a sparare", ha raccontato un testimone. Coppin aveva una storia di problemi psichiatrici, e lo stesso giorno della sua morte la madre aveva cercato di farlo ricoverare in una clinica.

L'incidente nel quartiere di Bedford-Stuvesant ha riproposto il problema della reazione eccessiva della polizia. Gli agenti che hanno ucciso il ragazzo di Brooklyn erano stati avvisati da sua madre che il figlio avrebbe potuto ucciderli perché "aveva con sè una pistola".

Non è la prima volta che i difensori della legge di New York vengono accusati di una reazione sproporzionata al pericolo: un anno fa, proprio di questi giorni un giovanotto di Queens, Sean Bell, era stato crivellato di colpi dalla polizia la notte della vigilia delle nozze.

Era stato l'ultimo incidente di una tragica serie: il caso più celebre risale al 1999, quando un immigrato africano disarmato, Amadou Diallo, venne ucciso da 19 pallottole sparate da quattro poliziotti.