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28/12/2007

"Se muoio è colpa di Musharraf"

Mail testamento di Benazir Bhutto

"Qualsiasi cosa mi accadrà sarà colpa di Musharraf". Questo lo sconvolgente contenuto di una mail inviata lo scorso 26 ottobre da Benazir Bhutto a un amico di Washington, Mark Siegel, parlando del crescente timore per la sua vita. L'ex premier, secondo quanto ha detto lo stesso Siegel, suo portavoce negli Usa, aveva detto che il presidente pachistano Pervez Musharraf doveva essere considerato il responsabile in caso di attentato.

Siegel ha dato notizia dell'email solo dopo la morte, su precisa indicazione dell'ex premier di Islamabad. Bhutto lamentava negli ultimi mesi la mancanza di adeguata protezione per la sua sicurezza da parte delle autorità pachistane dopo l'attentato di Karachi del 18 ottobre.

I funerali
Si svolgono a partire dalle  11:30 di stamattina ora pakistana (le 7:30 in Italia), i funerali di Benazir Bhutto. Le esequie hanno luogo nel mausoleo della famiglia a Larkana, nella provincia sud orientale pachistana del Sindh.

La rivendicazione di Al Qaeda
Al Qaeda ha rivendicato l'assassinio dell'ex premier pakistano Benazir Bhutto con una telefonata di un portavoce della stessa organizzazione terroristica al giornale Asia Times. Lo riporta il sito online della stessa testata asiatica in lingua inglese. "Abbiamo eliminato il più prezioso asset degli americani" ha detto il capo delle operazioni di al Qaeda in Afghanistan, Mustafa Abu al-Yazid, nella telefonata fatta immediatamente dopo l'attacco. Il portavoce della rete terroristica ha inoltre indicato gli autori dell'attacco mortale contro Benazir Bhutto: stando a Mustafa Abu al-Yazid la squadra della morte che ha colpito giovedì era composta da elementi originari della regione del Punjab e associati al gruppo anti sciita Lashkar-i-Jhangvi che opera sotto l'ombrello di al Qaeda.

Elezioni confermate l'8 gennaio
Le elezioni dell'8 gennaio in Pakistan sono confermate, secondo quanto ha dichiarato il primo ministro pakistano pro tempore, Mohammadmian Soomro. ''Le elezioni si terranno per quando sono state annunciate'' ha risposto il premier ai giornalisti che gli chiedevano se era stata presa una decisione sulla data delle elezioni politiche alla luce dell'assassinio di Benazir Bhutto.

Governatore del Sindh: "Polizia sparerà a vista"
Mentre continuano gli scontri in tutto il paese, il governatore del Sindh ha emanato un ordine con il quale autorizza la polizia a sparare nei confronti dei manifestanti, se questi, dice la televisione pachistana, attentato alla vita di altre persone. Sono oltre 14 i morti degli scontri da giovedì e la città di Karachi, che si trova nella provincia del Sindh, è quella con il maggior numero di vittime e gli scontri di maggiore intensità. In città sono stati bruciati negozi, auto, banche e anche in un ospedale è stato dato alle fiamme.

Nuove reazioni di condanna
Nuove reazioni di durissima condanna all'assassinio di Benazir Bhutto sono giunte dai leader di vari paesi: per il premier australiano, Kevin Rudd, si è trattato di "un atto malvagio e codardo" che ha rappresentato un affronto alla democrazia. "L'Australia condanna inequivocabilmente l'assassinio di Benazir Bhutto", ha sottolineato.

Da Pechino, la condanna è giunta dai primi ministri di Cina e Giappone, Wen Jiabao e Yasuo Fukuda - quest'ultimo impegnato in una visita di quattro giornin a Pechino - che hanno espresso una "forte opposizione" alle attività terroristiche.

Il presidente indonesiano, Bambang Yudhoyono, ha fatto le proprie condoglianze ai familiari della Bhutto ed a tutto il popolo pachistano per questa "tragedia" ed al contempo ha ordinato un rafforzamento delle misure di sicurezza in vista delle elezioni presidenziali in programma nel suo paese per il 2009.

Stesse disposizioni sono state date dal governo del Bangladesh - che ha definito l'attentato un crimine imperdonabile - in particolare per quanto riguarda la capitale Dacca. "E' stato inoltre deciso un innalzamento del livello di guardia da parte delle forze di sicurezza nei distretti di Mirpur e Mohammadpur, dove vivono migliaia di rifugiati pachistani.

Per il primo ministro neozelandese, Helen Clark, la Bhutto ha avuto un grandissimo coraggio a rientrare in Pakistan per prendere parte alle elezioni . La sua morte ha rappresentato un'enorme perdita per il Pakistan e per tutta la regione. La Clark ha espresso costernazione e tristezza per questo "assassinio codardo".