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9/3/2008

Primarie Usa, il Wyoming va a Obama

Battuta Hillary: a lui 7 delegati su 12

Dopo Texas e Ohio, l'America è tornata a votare per le primarie nel piccolo Stato del Wyoming. Con il 61% delle preferenze, ha vinto Barack Obama battendo l'altra candidata democratica, Hillary Clinton, che ha ottenuto solo il 38% dei voti. A Obama sono andati 7 dei 12 delegati in palio in Wyoming, a Hillary 4. Per la Cnn, Obama sale così a quota 1.527 delegati (1.326 più 199 superdelegati), la Clinton a quota 1.428 (1.990 più 238 superdelegati).

Nel Wyoming  sono stati chiamati al voto 59 mila elettori per 12 delegati. Tutti democratici. I Repubblicani in Wyoming hanno già votato (il 5 gennaio scorso, vinse Mitt Romney davanti a Fred Thompson), il loro candidato ce l'hanno già (John McCain). Ad assegnare la nomination democratica per le presidenziali americane di novembre sarà una convention di partito che si riunirà in agosto. Per vincere l'investitura, i candidati dovranno ottenere il voto favorevole di 2.025 delegati.

Obama intanto, in un'intervista a una stazione televisiva affiliata al network Abc, ha dichiarato che se in novembre Hillary Clinton vincerà le elezioni per la Casa Bianca, lui non diventerà vice-presidente degli Stati Uniti. "Non sarò candidato alla vice-presidenza perché sono in corsa per essere eletto presidente", ha dichiarato il candidato alla nomination democratica. "Abbiamo vinto nel doppio degli Stati rispetto alla senatrice Clinton e abbiamo ottenuto un maggiore consenso popolare".

La corsa alla nomination democratica vede dunque sempre più contrapposti i due candidati. La campagna di Obama accusa Hillary di giocare sporco, la campagna di Hillary accusa Obama di ''doppio linguaggio'' e di inesperienza, una consigliera di Obama ha dato a Hillary del ''mostro'', una consigliera di Hillary a suo tempo aveva dato a Obama del "drogato". Entrambi dimessi. Mentre l'America Repubblicana si gode con calma la sua nomination di John McCain, e pianifica i mesi da qui al 4 novembre, l'America Democratica assiste a una lotta sempre più fratricida che rischia di indebolirla al punto da mettere a rischio la conquista della Casa Bianca.