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23/11/2009

Filippine, 29 morti in un sequestro

Assalto uomini armati a Mindanao

Una trentina di persone sono morte nel corso di un cruento sequestro di massa compiuto da un centinaio di uomini armati nell'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine. Lo rende noto l'esercito, precisando che i rapiti sono circa 50. I sequestrati fanno parte di un gruppo di parlamentari e giornalisti. Alcune tra le persone sequestrate sono state decapitate. Tra le vittime ci sono almeno 13 donne. Le autorità hanno proclamato lo stato di emergenza.

Pare che il sequestro sia stato condotto da sostenitori di un politico locale che volevano impedire la presentazione della candidatura a governatore provinciale da parte di un rivale. Nelle Filippine sono previste per il maggio 2010 le elezioni per scegliere presidente, vicepresidente, 12 parlamentari della Camera alta, 300 della Camera bassa e diversi amministratori locali.

Tra le vittime dell'agguato ci sarebbero anche la moglie e le due sorelle del vice sindaco di Buluan, Ibrahim Mangudadatu, oltre a tre rappresentanti legali e diversi giornalisti, stando a quanto denunciato dal politico Mangudadatu. "Sono stati tutti uccisi, decapitati", ha dichiarato.

Ad essere sospettati sono i sostenitori della famiglia politica degli Ampatuan. Gli assalitori sarebbero stati guidati dal sindaco della città di Aguak Datu Unsay Ampatuan, rivale politico di Mangudadatu. La moglie di quest'ultimo stava andando a presentare la candidatura del marito alla carica di governatore di Maguindanao per le elezioni di maggio quando il suo convoglio è stato attaccato.

Ultimo aggiornamento ore 11:48

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