Si comincia a comporre il parterre dei capi di Stato e di governo che andranno a Copenaghen per la conferenza sul clima che dovrà siglare un accordo per ridurre i gas responsabili dell'effetto serra. Dopo l'annuncio della partecipazione di Barack Obama, la Cina ha fatto sapere che in Danimarca ci sarà il premier Wen Jiabao. Obama andrà al vertice con una proposta di riduzione dei gas serra da parte degli Usa "intorno al 17%" entro il 2020.

Cina: "Taglio del 40-45% delle nostre emissioni"
L'agenzia cinese Xinhua ha riferito che il Paese asiatico intende ridurre la propria intensità carbonica - cioè l'ammontare di emissioni a effetto serra per unità di prodotto interno lordo - del 40-45% entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005. La decisione è stata presentata come "un'azione volontaria del governo cinese" e "un contributo agli sforzi globali contro i cambiamenti climatici". Si tratta della prima volta che il gigante asiatico mette nero su bianco una proposta per contribuire al calo delle emissioni di gas responsabili dell'effetto serra. La Cina è il primo produttore mondiale di gas che causano l'effetto serra.
Il portavoce di turno del ministero degli Esteri, Qin Gang, ha dichiarato che la presenza di Wen Jiabao al summit "dimostra la grande importanza che il governo cinese dà al cambio climatico e la sua volontà politica di lavorare co la comunità internazionale su questo tema". Qin ha sottolineato che la Cina si attende dal vertice "un accordo equo e ragionevole" e ha ripetuto che il Paese asiatico si attende che i negoziati rispettino il principio delle "responsabilità differenziate" tra i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo.
Anche Barack Obama atteso al vertice
Contrariamente a quanto era stato ventilato, a Copenaghen ci sarà anche la delegazione Usa guidata da Baracl Obama. Come ha indicato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, Obama "è entusiasta di lavorare con la comunità internazionale per ottenere progressi verso un accordo di Copenaghen che sia complessivo ed operativo". La decisione di recarsi nella capitale danese alla vigilia dalla premiazione per il Nobel della pace ad Oslo, in Norvegia, è stata presa, ha detto Gibbs, perché "il presidente è convinto che sia possibile raggiungere un accordo significativo a Copenaghen".
Obama, ha detto Gibbs, è stato incoraggiato dai "progressi realizzati nelle recenti discussioni con i leader di Cina ed India", il cui premier Manmohan Singh era ieri alla Casa Bianca in occasione della prima visita di Stato ospitata dall'attuale presidente.
Da Berlino, il negoziatore delle Nazioni Unite Yvo De Boer ha definito decisiva per un successo la partecipazione di Obama e la proposta di riduzione del 17%, pur riconoscendo che gli Stati Uniti dovrebbero fare di più. Ha accolto con favore l'annuncio di Obama anche il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.
Ultimo aggiornamento ore 09:34
