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2/12/2009

Afghanistan,"inizio ritiro da 2011"

Obama:"Altri 30mila soldati"

L'inizio del trasferimento delle truppe Usa fuori dall'Afghanistan comincerà nel luglio del 2011. Lo ha detto il presidente Barack Obama nel discorso a West Point. "I rinforzi americani e internazionali ci permetteranno di accelerare il trasferimento delle responsabilità alle forze afghane e di cominciare il trasferimento delle nostre forze fuori dall'Afghanistan", ha spiegato Obama. Saranno 30mila i soldati in più.

"Come abbiamo fatto in Iraq - aggiunge Obama - gestiremo questa transizione in maniera responsabile, prendendo in considerazione la situazione sul terreno". Obama conclude spiegando che "continueremo a consigliare e ad assistere le forze di sicurezza afghane, per garantire che a lungo termine potranno ottenere un successo. Ma sarà assolutamente chiaro al governo afghano - e cosa ancora più importante al popolo afghano - che alla fin fine saranno loro i responsabili del loro proprio Paese".

La posta in gioco in Afghanistan "non è soltanto un test per la credibilità della Nato, ma riguarda la sicurezza dei nostri alleati e la sicurezza comune del mondo". Una strategia che costerà agli americani 25-30 miliardi di dollari nel solo 2010.

"Nuove truppe entro agosto 2010"
Dunque, i 30mila rinforzi in Afghanistan "si mobiliteranno nella prima parte del 2010 al ritmo più veloce possibile". Per il rush finale della guerra in Afghanistan il
presidente Barack Obama ha convinto i generali a un calendario "accelerato" di mobilitazione con l'obiettivo di far rientrare in patria il grosso dei soldati ben prima della fine del suo primo mandato nel gennaio 2013. I primi marines di Camp Lejeune prenderanno posizione a Natale. Ma per i quasi centomila mobilitati la prossima estate - e per gli americani che temono un pantano alla Vietnam - Obama, nel discorso all'Accademia Militare di West Point, mostra la luce alla fine del tunnel.

"Rinforzi costano 25-30 miliardi di dollari"
I costi diretti per l'invio dei 30mila sono stimati tra i 25 e i 30 miliardi di dollari per il 2010. L'amministrazione Usa non esclude ulteriori costi aggiuntivi per le componenti civili e diplomatiche della nuova strategia.

"Più impegno da Karzai"
La strategia che Obama ha condiviso in lunghe telefonate con i presidenti afghano Hamid Karzai e pakistano Ali Zardari mira a impedire il ritorno di al Qaeda in Afghanistan e a
prevenire che i talebani rovescino il governo di Kabul. A Karzai Obama ha chiesto impegni precisi, tra cui l'istituzione di tribunali anti-corruzione, da misurare nell'arco di 18-24 mesi.  Le forze Usa saranno affiancate da unità specifiche dell'esercito afghano in un nuovo sforzo di trasformare le forze locali in una entità combattente autonoma: finora è stato un fiasco. Nel piano è inclusa la prospettiva di una presenza ridotta per anni a venire, come gli Stati Uniti hanno fatto in Germania, Giappone, Corea del Sud e Bosnia.

"L'Afghanistan non è un nuovo Vietnam"
"C'è che sostiene che l'Afghanistan è un altro Vietnam e chi afferma che l'Afghanistan non può essere stabilizzato e noi faremmo meglio a limitare le nostre perdite e a ritirarci rapidamente", ha detto il presidente statunitense annunciando agli americani l'invio di altri trentamila soldati in Afghanistan. "Queste asserzioni si basano su una lettura erronea della storia" ha detto Obama. "Contrariamente al Vietnam - ha proseguito Obama - noi siamo alleati con una larga coalizione di 43 nazioni che riconoscono la legittimità della nostra azione. Contrariamente al Vietnam, noi non ci troviamo di fronte a una insurrezione largamente alimentata dalla popolazione".

Ultimo aggiornamento ore 06:47

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