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30/8/2004

Masala sprona il pentathlon

"Non ci siamo adeguati al cambiamento"

Un 20° ed un 26° posto in campo maschile, un 4° ed un 32° in quello femminile. Il tutto condito da qualche polemica per gli atleti esclusi dalla competizione. E' questo il bilancio del pentathlon alle Olimpiadi di Atene. Daniele Masala, campione olimpico individuale ed a squadre a Los Angeles '84, sprona la federazione: "La dirigenza non si deve adagiare - ha detto - Il pentathlon negli ultimi anni è cambiato, ma noi non ci siamo adeguati".

(AP)

Chi meglio di un campione della sua caratura sa che cosa significhi un'olimpiade, che cosa significhi avere talento e mettere gli atleti nelle condizioni di dare il meglio di sé. Daniele Masala di ori olimpici ne ha vinti addirittura due, più un bronzo a Seul. L'ex campione giudica così' la spedizione azzurra del pentathlon ad Atene: "Valentini aveva qualche problema fisico, ma non gareggiare non sarebbe stato giusto. Dell'Amore invece ha avuto grosse difficoltà nel nuoto e nell'equitazione, quando ha trovato un cavallo poco adatto alle sue caratteristiche. Diciamo che a sua parziale discolpa ci può essere il fatto che era la sua prima Olimpiade, che dà una pressione molto grande". Secondo lei come mai mancano i risultati? "Credo che il più adatto a rispondere sia il presidente federale. Io posso dire che in parte c'è stato anche il problema di adattarsi al cambiamento del pentathlon negli anni. Evidentemente in Italia non ci siamo adattati".

Come vede le polemiche per l'esclusione di Sara Bertoli? "Credo che la ragazza sia stata messa in mezzo e non c'entri nulla. Credo anche se ad essere esclusa fosse stata la Foghetti che non ha parenti tanto importanti (la famiglia Agnelli ndr), non ci sarebbe stato un caso…". Lei non tornerà a fare il Ct? "No, non c'è la volontà da nessuna delle due parti. Cosa bisogna fare? Credo che per risalire bisogna creare una base di forti nuotatori, perché da lì parte tutto, è la cosa più importante. In secondo luogo è molto importante fare un allenamento all'avanguardia, e ci vorrà qualche anno per tornare ad alto livello. E' vero che i campioni non si creano, ma nascono, ci vuole anche un po' di fortuna. La Federazione deve avere voglia di fare bene, anche se bisognerà lavorare tanto, non si devono adagiare".

Francesca Zambon