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26/10/2009

In Italia l'asma raddoppia

Crescono i casi anche tra gli sportivi

L'asma bronchiale continua a crescere in Italia: in cinque anni i casi sono raddoppiati, e sono saliti nell'arco di cinque anni dal 5% al 10% della popolazione. Sono dati presentati a Roma nel corso del congresso della Società di Medicina Interna (Simi). Gli studi che attestano il crescente diffondersi del disturbo sono due: il primo condotto sui bambini e il secondo su 1500 atleti che hanno partecipato alle ultime due edizioni delle Olimpiadi, Sidney 2004 e Pechino 2008.

Il primo studio, denominato Isaac (International Study of Asthma and Allergies in Childhood) è stato condotto su un gruppo di bambini seguito per circa cinque anni, fa rilevare che in questo arco di tempo i casi di asma sono passati dal 6% al 12-13%. Dal secondo studio emerge che anche tra gli atleti i casi di asma bronchiale sono aumentati dall'8% al 15% ed anche le allergie in genere sono diventate più comuni, passando dal 15% al 28%.

Secondo gli esperti, comunque, il fatto di avere l'asma non pregiudica la carriera sportiva. Tra le cause della malattia, molti puntano il dito contro l'inquinamento, ma secondo Sergio Bonini, ordinario di Medicina interna della Seconda Università di Napoli, l'inquinamento ''ha sicuramente un effetto nello scatenare i sintomi, ma non giustifica l'aumento della malattia". Secondo l'esperto, la dimostrazione di questo viene dalla comparazione tra i dati di oggi e quelli raccolti in Germania Est e Ovest prima del 1989. Si è notato infatti in maniera marcata che nell'area dell'ex Germania Est, la diminuzione dei fattori inquinanti, prima altissimi, non ha portato con sé una conseguente discesa delle malattie respiratorie e dell'asma: questi disturbi sono invece aumentati in modo considerevole. In pratica, secondo l'esperto, l'aumento dei casi di asma "non ha una sola causa". Bisogna invece attribuirlo ad "un insieme di stili di vita a cui e collegata una decisa e continua diminuzione delle malattie infettive". La minore necessità di difendersi da batteri e infezioni, ha spiegato l'esperto, ha provocato uno squilibrio nei due principali meccanismi di difesa: quello che protegge dalle infezioni e quello che coordina la risposta allergica. Una situazione, ha aggiunto, che ha portato il sistema immunitario "a concentrarsi spesso su sostanze innocue, dando forti reazioni allergiche e asma. In questo campo pensiamo che il futuro della medicina sia creare farmaci che possano riequilibrare il sistema immunitario".

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