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27/11/2009

Tumori della pelle, un'arma in più

Un nuovo strumento per la diagnosi

Contro i tumori della pelle è arrivato uno strumento di diagnosi estremamente sofisticato e in grado di dimostrarsi alleato potente nella lotta contro la malattia: si tratta di un particolare microscopio in grado di fornire in tempo reale e senza produrre alcun danno, immagini in dettaglio delle cellule e delle strutture cutanee, con una risoluzione simile a quella istologica. La tecnica si chiama microscopia laser confocale e consente la diagnosi precoce della malattia.

La tecnologia è stata presentata dal prof. Giovanni Pellacani della Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi di Modena e dal dott. Pier Luca Bencini, coordinatore nazionale di High Tech Dermatology e Vice Presidente della Società Laser in Dermatologia.  “Allo stato attuale non esistono terapie efficaci per curare la patologia in stato avanzato, una diagnosi effettuata per tempo può salvare la vita, rivelandosi lo strumento più efficace. Il microscopio confocale offre proprio questo" afferma il prof. Giovanni Pellacani.

I vantaggi per il paziente sono numerosi: innanzi tutto la diagnosi avviene in tempo reale, senza attese, ma soprattutto è possibile limitare le asportazioni ai soli casi necessari, evitando così inutili biopsie su lesioni benigne e le cicatrici che queste comportano.

Come funziona questo rivoluzionario microscopio? La luce infrarossa emessa da un laser a bassa potenza penetra nella pelle:
Le particelle di luce (fotoni) attraversando la pelle incontrano strutture molecolari e cellulari molto diverse che sono in grado di assorbirle, rifletterle e deviarle. La luce riflessa (respinta) torna indietro come immagine luminosa che contrasta con una immagine scura che corrisponde alle parti che assorbono la luce. Il contrasto tra immagini luminose (luce riflessa) e immagini scure (luce assorbita) danno un’immagine simile a quella di un esame istologico.

In questo modo, spiega il dott. Bencini, titolare di ICLID, partner dell’Università di Modena, "sullo schermo i tessuti malati si distinguono chiaramente da quelli sani. Una volta posizionato sulla lesione cutanea sospetta, il microscopio confocale è in grado di ingrandirla di oltre 700 volte, mostrandone così la struttura cellulare, senza più il bisogno di averla precedentemente asportata come normalmente accade". Per questo, conclude Bencini, "il microscopio laser confocale a riflettanza rappresenta il futuro della diagnostica, il superamento della dermoscopia e dello screening nella diagnosi precoce dei tumori della pelle".

“Il microscopio confocale potrà ridurre di circa il 60% il numero di asportazioni chirurgiche, sarebbe pertanto un’importante risparmio per il Ssn: se la metodica si estendesse, ad esempio, all’intera Regione Lombardia, si otterrebbe un risparmio di oltre un milione di euro all’anno” conclude Pellacani. Attualmente il microscopio confocale è disponibile presso l’Istituto  di Chirurgia e Laser-chirurgia in Dermatologia ICLID di Milano.

In tutto il mondo il numero delle malattie connesse al tumore della pelle è in costante crescita; per il melanoma, che è la prima causa di mortalità tra i tumori cutanei, in Italia si stimano circa 6.000 casi nuovi all’anno, 12-13 nuovi casi all’anno ogni 100.000 abitanti.

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