I PIU'CERCATI
Castelli attacca le intercettazioni
"Arma dei nemici della democrazia"
"Una delle armi più efficaci in mano ai nemici della democrazia è sicuramente quella relativa all'uso delle intercettazioni". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, durante la relazione al Senato sullo stato della giustizia. Per il Guardasigilli "non c'è dubbio" che le intercettazioni siano "un'arma insostituibile per la lotta alla criminalità e al terrorismo", ma "essa porta in sé un pericolo".

"Dobbiamo dire chiaramente", ha aggiunto Castelli rivolgendosi ai colleghi del Senato nel corso della sua prima relazione alle Camere sulla giustizia " che occorre una condanna morale, prima ancora che giudiziaria, contro la mala pratica della diffusione di intercettazioni". Castelli, oltre alle vicende strettamente attuali, ha anche parlato diffusamente dello stato della giustizia.
Attacco alla Magistratura: "Ci sono spinte oligarchiche"
Castelli ha parlato di un rapporto non equilibrato tra i tre fondamentali poteri dello Stato, giudiziario, esecutivo e legislativo. "Il nostro Paese ha sofferto, e ne soffre ancora, come dimostrano alcuni recenti avvenimenti - ha detto il Guardasigilli- Il culmine di questo squilibrio è stato raggiunto nella prima metà degli anni '90, quando vasta parte della classe politica fu delegittimata dall'azione della magistratura". "Quello fu il periodo - ha continuato Castelli - probabilmente di massima subalternità del potere politico rispetto a quello giudiziario". Per il ministro della giustizia inoltre, "nel nostro Paese sono ancora forti le spinte oligarchiche, forti sono le spinte che vogliono sostituire, mi sia concesso un neologismo, la 'distocrazia alla democrazia".
La proposta: attribuire funzioni sezione disciplinare Csm a organo indipendente
Ci sono delle riforme che il ministro della Giustizia vuole proporre, ormai alla prossima legislatura, come strumento per correggere quello che ritiene un aspetto patologico della magistratura "l'autoreferenzialità". Tra queste, la proposta di un "organo indipendente, formato da esimie personalità, che funga da sezione disciplinare per i magistrati"; "tribunali indipendenti" che intervengano "quando tra le parti in causa ci siano magistrati". "Senza nulla togliere ai principi di autonomia e indipendenza della Magistratura, abbiamo il dovere di intervenire per correggere alcuni aspetti che rischiano di assumere carattere patologico", ha detto Castelli.
Controllo "esasperato" della Corte dei Conti: impedite le consulenze
Castelli ha definito "esasperato" il controllo esercitato dalla Corte dei Conti sull'attività del ministero della Giustizia, che "in alcuni momenti ha assunto aspetti che hanno travalicato le usuali funzioni di controllo". " Ritengo mio dovere rendere noto al Parlamento - ha detto- che solo al Ministero della Giustizia è stato di fatto impedito di avvalersi di consulenze, che in tutte le organizzazioni, pubbliche e private, portano spesso un fattivo apporto di nuova cultura e conoscenze, e soprattutto consentono di raggiungere risultati rilevanti sul piano dell'efficienza". Nonostante questo, per il ministro sono stati raggiuntisignificativi risultati: drasticamente ridotti i costi unitari delle intercettazioni e della stenotipia; avviato il processo telematico; varato lo strumento della notifica a mezzo posta con circa un milione e 700 mila notifiche nel 2005. In più è stato realizzato uno strumento, il cruscotto, per la valutazione dell' efficienza degli uffici giudiziari. Disaggregando i dati, risulta una disparita' di efficienza tra uffici. In alcuni un processo civile di primo grado dura mediamente 300 giorni e altri in cui il medesimo processo ne dura 1.500. "Il cruscotto - ha speigato Castelli - consente di individuare oggettivamente i nodi critici e di intervenire tempestivamente al fine di scioglierli".
I numeri della ex Cirielli: 35mila i casi prescritti
Il Guardasigilli ha fornito un dato relativo alla giustizia penale. "La legge ex Cirielli (la n. 251 del 5 dicembre 2005) - ha detto Castelli - porterà, secondo le stime del Ministero, ad un aumento di prescritti di circa 35 mila procedimenti". Il ministro ha parlato anche del fenomeno delle cosiddette false pendenze, quei procedimenti già di fatto definiti, ma non dichiarati tali dagli uffici e quindi non presenti nel sistema informatico. "Il Ministero ha avviato una approfondita indagine, di concerto con l' ispettorato. Non disponiamo a tutt' oggi di dati esaustivi ma si può stimare che il fenomeno interessi una quantità oscillante tra il 5 e il 10 per cento", ha precisato Castelli.
Boom delle cause civili: gli italiani popolo "litigioso"
Continuando a fornire dati, il ministro ha definito quello italiano "il popolo più litigioso" dell' Unione Europea, sottolineando il continuo aumento del contenzioso civile. "Siamo assati da un milione di nuovi procedimenti stimati nel 1960 a 3 milioni 670 mila del 2001 - ha spiegato nella relazione -. Anche durante il corso di questa legislatura il trend si è attestato in aumento. Siamo infatti passati a 4.200.000 nuovi procedimenti del 2004 con un aumento di più di 500 mila per anno".
Le risorse della giustizia. L'Italia in linea con l'Europa
L' Italia non si discosta dai paesi europei per quel che riguarda l' impiego di risorse umane e finanziarie per la giustizia, che ammonta in media allo 0,5 del Pil. "Siamo passati dallo 0,5% del 1996 allo 0,53% del 2005 in termini di consuntivo - ha sottolineato il ministro. I magistrati togati in servizio sono aumentati da 8.659 a 9.201, mentre per i giudici di pace si registra un incremento da 6.043 a 7.974. Il 10 gennaio, ha aggiunto il Guardasigilli, "ho inviato al Consiglio Superiore della Magistratura una proposta per l' aumento dellþorganico di ulteriori 116 magistrati".
Bilancio positivo sulla riforma della Giustizia
Con l'approvazione, lo scorso luglio, della riforma dell'ordinamento giudiziario per Castelli il Parlamento "è stato capace, per la prima volta nella storia della Repubblica, di raggiungere questo fondamentale traguardo restando fedele alle proprie prerogative costituzionali, senza lasciarsi intimorire da lusinghe, minacce, scioperi". Il ministro ha espresso soddisfazione per il lavoro compiuto. "Un corpus di riforme che vanno ad incidere profondamente sulla competitività del sistema Paese - ha detto - rendendolo più moderno, efficiente e più preparato per affrontare la grande sfida della globalizzazione". "Possiamo affermare, senza tema di smentita - ha osservato Castelli - che nessuna legislatura ha mai portato a termine una così vasta opera riformatrice, in termini ordinamentali, sostanziali e procedurali".
