I PIU'CERCATI
Referendum ha vinto il NO
Affluenza alta al 53,6%
Seggi chiusi dalle 15 per il referendum confermativo della riforma costituzionale. L'affluenza alle urne secondo i dati del Viminale è del 53,6%. Netta la vittoria del NO con il 61,3% contro il 38,7% del SI. Scomponendo il voto per regioni, non c'è stato il "vento del nord": hanno votato sì solo in Lombardia e Veneto.
Una bella giornata ha detto il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Per il Presidente della Repubblica una doppia gioia, sia per l'alta partecipazione al referendum che per il risultato della nazionale di calcio ai mondiali. Di bocciatura inequivocabile ha parlato Francesco Rutelli. Per il vicepremier "i cittadini sono stati saggi perchè hanno punito duramente chi ha voluto fare le riforme a maggioranza. D'ora in avanti - ha concluso Rutelli - le riforme e le modifiche necessarie si faranno insieme". D'accordo con Rutelli è il Presidente del Consiglio Romano Prodi. "Le riforme della Costituzione - ha detto Prodi - si devono fare con l'accordo più ampio possibile e non a colpi di maggioranza". Pronta la replica del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. Per il forzista "è grave che Romano Prodi e Arturo Parisi abbiano rispettivamente definito pericolosa ed eversiva la riforma approvata nel corso della precedente legislatura, non confermata dal referendum. Se le posizioni della maggioranza sono quelle emerse durante la campagna referendaria - ha proseguito Bondi - è molto difficile credere che l'invito a riprendere insieme il lavoro riformatore possa essere sincero e non semplicemente un doveroso inchino alla virtù del diagolo". Silvio Berlusconi è "rammaricato" per il risultato del referendum costituzionale. Per il leader della Cdl "si è persa una occasione storica, per far funzionare meglio e ammodernare il Paese". "Con questa riforma - ha detto - avrebbero funzionato meglio lo Stato, il Parlamento e le Regioni. Credo ci sia stata poca capacità di mobilitare gli elettori".
Molto deluso l'eurodeputato della Lega Nord Francesco Speroni. Per il leghista "l'Italia e gli italiani fanno schifo perchè bloccano il cambiamento". E non poteva mancare il commento del leader della Lega Umberto Bossi. "Si va avanti comunque -ha detto il segretario del Carroccio - ha votato sì la parte più avanzata del Paese. Del resto - ha continuato Bossi - anche in Scozia e in Galles ci hanno tentato più volte". Sulla stessa linea di Bossi è Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega Nord. "L'esito del referendum non è stato positivo - ha commentato l'ex Ministro - una parte del Paese vuole cambiare e un'altra no. Il Nord, che per me è sopra l'Emilia, - ha continuato il leghista - ha un sì vincente e non perdente". Calderoli ha poi tenuto a ribadire che se si fosse "votato sopra il Po, oggi una parte del Paese avrebbe visto vincere il sì". Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema guarda invece già al futuro e apre al dialogo con l'opposizione: "Tolto di mezzo questo testo discutibile e pericoloso, è ora di aprire un confronto serio sul futuro del sistema politico e istituzionale del Paese". Per il ministro della Difesa Arturo Parisi dopo questo risultato la maggioranza e il governo ne escono rafforzati: "Il voto dei cittadini ci rende più fiduciosi perchè confortato dal consenso dei cittadini, il voto rafforza il governo e la maggioranza". Per il senatore dell'Ulivo Willer Bordon:"Possiamo dire che c'è un pò di soddisfazione: oggi vincono gli italiani che hanno capito che la Costituzione si modifica con larghissime convergenze e non a colpi di maglio e che il testo della Cdl era un vero e proprio pasticcio". Un voto di svolta invece per i vescovi italiani. In una nota del Sir, l'agenzia stampa dei vescovi si legge che "i cittadini hanno rifiutato una riforma così complessa e controversa che cambiava la forma di governo. Si è fatto capire - prosegue la nota - che alla cosiddetta questione settentrionale bisogna dare risposte di alto profilo nel merito".