I PIU'CERCATI
Sardegna, è polemica per serrata
Capezzone: "Così i turisti fuggono"
Serrande abbassate in Sardegna nel giorno di Ferragosto. Tutti gli esercizi commerciali si atterranno alla legge regionale, dopo il recepimento del decreto Bersani, che ha individuato tra le altre date, proprio il 15 agosto come giorno di chiusura. E' subito polemica. "C'è da trasecolare", dichiara Daniele Capezzone della Rnp che invita i commercianti a stare aperti, visto che sono attesi sull'isola almeno altri 250mila turisti.
Il provvedimento era stato approvato a larga maggioranza dal Consiglio regionale adattandolo alle esigenze della Sardegna. Nel fissare la chiusura obbligatoria il legislatore regionale aveva infatti accolto le richieste dei rappresentanti sindacali dei lavoratori. Contrari alla chiusura obbligatoria (che avverrà anche il 1 gennaio, pasqua, Lunedì dell'angelo, 25 aprile, 1 maggio, 25 e 26 settembre) naturalmente i commercianti delle località turistiche, che hanno definito "suicidio commerciale" chiudere il giorno di Ferragosto.
Nel giorno del primo collaudo effettivo della legge, per i trasgressori sono previste multe da 500 a 3000 euro e perfino il ritiro della licenza nei casi di più grave violazione. In alcune località costiere, i sindaci hanno fatto stampare manifesti nei quali chiedono scusa ai vacanzieri per la chiusura ferragostana imposta dallla Regione Autonoma della Sardegna.
"C'è da traseclare nell'apprendere che in sardegna è stato stabilito un obbligo di chiusura dei negozi a Ferragosto, e proprio mentre sono attesi nell'isola altri 250 mila nuovi turisti", ha detto Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività produttive della Camera, invitando i commercianti, "...se lo vogliono, a stare aperti. Disobbediscano ad un divieto irragionevole, ingiusto, contrario sia agli interessi degli esercenti che dei consumatori". Una "ribellione" di massa, che, stando a molti organi di informazione locale, sarebbe sul punto di concretizzarsi, almeno in Costa Smeralda.
La presidenza della Giunta, chiamata in causa, ha precisato che "si tratta di una decisione assunta dal Consiglio regionale contro la quale aveva preso posizione l'assessore al Commercio". Renato Soru - fanno sapere dalla presidenza - ha la sola responsabilità di aver proposto un disegno di legge - poi passato al vaglio dell'assemblea - che regolamentava le chiusure festive tutto l'anno, in applicazione del decreto Bersani.
"Davvero non capisco queste scelte autolesioniste della regione Sardegna, che colpiscono insieme l'utenza e la libera impresa. Se vogliamo che turisti e imprenditori fuggano - conclude il segretario Capezzone - andiamo pure avanti così".
